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"Obama mette l'elmetto", l'opinione di Pietro Ancora


'Obama mette l'elmetto', l'opinione di Pietro Ancora
02/12/2009, 10:12

Fa impressione e paura lo spettacolo del Presidente degli USA, la nazione che si proclama custode della libertà e della democrazia, annunziare non al Congresso ma ad una platea di militari plaudenti della famosa accademia di West Point, l'invio di altri trentamila soldati in Afghanistan. Mi ha ricordato Cesare che parla alle sue legioni ignorando e disprezzando il Senato. Fa anche impressione la naturalezza con la quale la notizia viene accolta in tutto l'Occidente anche dai più riottosi ad inviare nuovi militari come la Francia e la Germania e da chi si dichiara subito disponibile a contribuire all'armata come il pavido cinico e cortigiano Governo italiano. Le anime belle della "sinistra" che, dopo Berlinguer, si sentono al sicuro sotto l'ombrello Nato, magari troveranno in questa decisione di rinfocolamento della guerra una via con la quale il loro Obama che adorano troverà la pace!!!
Il Congresso USA si limiterà a prendere atto della decisione presidenziale ed a riguardare la questione sotto l'aspetto finanziario. Occorrono trenta miliardi di dollari per il 2010 ma questo non è un problema per il paese che fornisce la moneta delle transazioni internazionali. Inoltre potrà vendere alla Cina o ad altri i suoi Buoni del Tesoro ed accrescere a dismisura il suo indebitamento estero
che cresce assieme alla espansione delle sue basi militari e delle sue armate navali che si pavoneggiano in tutti i mari ed oceani del mondo.
Non esistono motivazioni accettabili per questa decisione di Obama o piuttosto dei suoi militari e delle multinazionali delle armi. In Afghanistan sono presenti attualmente 68 mila soldati americani e 40 mila soldati Nato. Non sappiamo quanti ma certamente sono moltissimi i contractors con funzioni di killeraggio. Non sappiamo quanti civili con funzioni di spionaggio. Una massa militare e paramilitare enorme contro una popolazione armata soltanto di mine rudimentali e vecchi fucili kalascikov. Otto anni di stragi che hanno prodotto centinaia di migliaia di morti e non si sa quante diecine di migliaia di mutilati, intossicati, malati e tutto il terribile corteo di sventure di malattie che accompagna sempre la guerra. Milioni di sfollati vagano come pazzi da un posto all'altro inseguiti dai bombardamenti.
La ricerca di BinLaden e dei covi di AlQaeda non sembra abbia dato risultati nonostante il supertecnologico apparato di aerei e di mezzi. Magari perchè Bin Laden non esiste ed AlQaeda ed il terrorismo sono soltanto una invenzione degli invasori. I talebani sono patrioti che si battono contro un nemico invasore ed il suo giuda corrotto insediato al governo con brogli universalmente riconosciuti da che non costituiscono remora agli ipocriti cavalieri dei "diritti umani" e della democrazia pronti a fare incendiare l'Iran per una presunta questione di falsi elettorali.
Dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi gli USA sono sempre stati in guerra con qualcuno.
Non riescono a stare in pace con nessuno tranne con coloro che si omologono completamente al loro stile di vita o subiscono le loro prepotenze economiche. Sono un pericolo per l'umanità dal momento
che non riescono a fermarsi ed a essere una forza di giustizia e di pace mondiale. Tutti i loro piani sono di destabilizzazione delle culture diverse da quella americana. Fomentano il mondo contro la Cina per staccare da questa il Tibet. Hanno avvelenato le Olimpiadi con una massiccia campagna propagandistica a favore del Dalai Lama. Sono riusciti con la tecnica delle "rivoluzioni colorate" a creare situazioni di provocazione attorno alla Russia ed a criminalizzare i regimi dove non sono riusciti nel loro scopo.
Mi auguro la rinascita del movimento per la pace, qualcosa che ci possa cancellare da dosso
agli occhi dei popoli aggrediti l'immagine di assassini a sangue freddo, di massacratori. Se non succederà niente, se non ci saranno manifestazioni e proteste contro la Guerra, saremo tutti complici di Obama e dei suoi generali nazisti e criminali.

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di Pietro Ancona
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