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Entro la fine del mese il testo da portare al Congresso

Obama stringe i tempi per la riforma sulle armi

Amnetsy al presidente: "Chiudi Guantanamo"

Obama stringe i tempi per la riforma sulle armi
08/01/2013, 17:59

WASHINGTON – La Casa Bianca è al lavoro per stringere i tempi e avere entro la fine del mese un testo di riforma sul possesso delle armi da presentare al Congresso. Già dopo la strage di Newtown, che Obama ha definito il momento peggiore della sua presidenza, è stata formata una commissione guidata da Joe Biden con il compito di presentare una bozza entro la fine di gennaio. A due anni esatti alla strage di Tucson, l'Ap scrive che il vicepresidente incontra domani le organizzazioni dei parenti delle vittime della violenza da armi e di chi si occupa di sicurezza. Giovedì si confronterà con la lobby dei produttori di pistole e fucili e le associazioni dei possessori, anche a scopo sportivo. Infine, entro questa settimana Biden vedrà i rappresentanti dell’industria dell’intrattenimento e dei videogames. Altra notizia che riguarda il presidente americano è quella secondo la quale Obama dovrebbe chiudere Camp X-Ray: alla vigilia dell'undicesimo anniversario del primo trasferimento di un detenuto nella base navale di Guantanamo Bay e dell'inaugurazione del suo secondo mandato presidenziale, Amnesty International ha chiesto al presidente degli Stati Uniti, BarackObama, di riprendere in considerazione la promessa, fatta nel 2009, di chiudere il centro di detenzione e, questa volta, di impegnarsi a rilasciare i detenuti o a sottoporli a processi equi. Oggi a Guantanamo vi sono ancora 166 detenuti. Dal 2002, il centro di detenzione ne ha ospitati 779, la maggior parte dei quali vi ha trascorso diversi anni senza accusa né processo. Amnesty fornisce la storia processuale o carceraria di alcuni dei detenuti nel famigerato carcere. Sette detenuti sono stati condannati dalle commissioni militari, cinque a seguito di accordi precedenti il processo sulla base dei quali hanno ammesso la colpevolezza in cambio della possibilità di essere rilasciati. Sei detenuti sono attualmente sotto processo e rischiano di essere condannati a morte dalle commissioni militari, organismi le cui procedure non sono in linea con gli standard internazionali sui processi equi. I sei imputati sono stati sottoposti a sparizione forzata prima del trasferimento a Guantanamo. Due di loro hanno subito la tortura del “waterboarding” (semi-annegamento). “La pretesa degli Usa di essere paladini dei diritti umani non è compatibile con l'apertura di Guantanamo, le commissioni militari, l'assenza di assunzione di responsabilità e la mancanza di rimedi per le violazioni dei diritti umani commesse da funzionari statunitensi, tra cui la tortura e le sparizioni forzate, che costituiscono crimini di diritto internazionale”, ha dichiarato Rob Freer, ricercatore di Amnesty International sugli Usa. Dopo il suo primo insediamento, nel gennaio 2009, il presidente Obama aveva promesso di risolvere la questione e di chiudere il centro di detenzione entro un anno. Aveva anche ordinato la fine dell'uso delle tecniche “rinforzate” d'interrogatorio da parte della Cia e la chiusura dei cosiddetti “siti neri”, centri segreti di detenzione diretti dall'intelligence statunitense. 

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di Valerio Esca
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