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Ohio stato chiave, seggi chiusi all'1.30 ora italiana

Obama-Romney: l'America sceglie, duello all'ultimo voto

Obama fiducioso: "Abbiamo i voti per vincere"

Obama-Romney: l'America sceglie, duello all'ultimo voto
06/11/2012, 17:55

WASHINGTON - “Sono fiducioso che abbiamo i voti per vincere”. Lo ha detto Barack Obama facendo visita ai volontari di un piccolo comitato elettorale di Chicago. “Non vedo l'ora di leggere i risultati. Mi aspetto una buona serata”, ha aggiunto Obama. “Ma qualsiasi cosa accada - ha detto in un piccolo comitato di Chicago - voglio ringraziare i volontari. Oltre agli spot, ai duelli, è la mobilitazione della gente che conta”. Comincia così il giorno della resa dei conti: l'Election Day, il più lungo per il popolo americano, che sceglierà il proprio Presidente a quattro anni dalla “rivoluzione Obama”, il primo uomo di colore a salire ai vertici della Casa Bianca nella storia degli States. Oggi si rinnoveranno la Camera dei Rappresentanti, un terzo del Senato e undici governatori. Dopo gli ultimi appelli al voto lo spoglio è partito intorno alla mezzanotte a Dixville e in New Hampshire: le prime dieci cartelle scrutinate hanno decretato un pareggio, ribadendo il testa a testa che si profilava alla vigilia. I due candidati si sono rivolti ieri per l'ultima volta ai propri elettori. Per il suo ultimo comizio Barack Obama ha scelto l'Iowa e Des Moines, dove tutto era iniziato nel 2008. Mitt Romney, invece, per concludere il tour de force elettorale ha deciso di recarsi in New Hampshire. “Domani continueremo a far andare avanti il Paese, finiremo quello che abbiamo iniziato”, ha dichiarato Obama guardando in volto i propri sostenitori. “Abbiamo fatto reali progressi in questi quattro anni, ma il nostro lavoro non è finito: la nostra battaglia per il cambiamento prosegue. Mi conoscete, potete non essere d'accordo sulle mie decisioni, ma sapete che dico la verità e che mi batto per voi”. “Domani celebreremo la vittoria, sarà un nuovo inizio”, la replica di Romney. “Obama ha promesso molto e non ha mantenuto le promesse: non si è concentrato sul creare lavoro, si è concentrato sull'Obamacare. Abbiamo giorni migliori davanti a noi e inizieremo a lavorare”, ha aggiunto l'ex governatore del Massachusetts, sottolineando come le misure implementate dall'Amministrazione abbiano “fatto male all'economia” del Paese. “Io so come cambiare il corso del nostro paese e della nostra economia. Il vero cambiamento non è una cosa di cui parlo solamente, ma e' una cosa che ho già fatto”. Al termine di una maratona elettorale durata ben 18 mesi e centinaia di manifestazioni costate circa 3 miliardi di dollari, questa mattina alle 6 (ora locale), In Virginia e New Hampshire apriranno i primi seggi, quando in Italia saranno le 12. Sulla West Coast, la California accoglierà i propri elettori quattro ore più tardi. Ad Est la chiusura avverrà alle 18 (mezzanotte in Italia). Alle 19 si avrà invece la prima chiusura significativa, in Virginia, uno degli Stati-chiave, il cui verdetto darà una prima indicazione sull'esito della corsa alla Casa Bianca. Mezz’ora dopo chiuderanno i seggi in North Carolina e Ohio, dove nessun repubblicano è mai arrivato alla Casa Bianca senza conquistarlo. Solo alle 20 (le 2 di notte in Italia) chiuderanno i seggi in Florida e nella gran parte degli Stati sulla East Coast, quando ad Ovest le somme verranno tirate tre ore più tardi. Ad indicare i primi risultati saranno tutti i grandi network come la Abc, la Cbs e la Nbc, sommati alle reti via cavo: Cnn e Fox. I primi exit poll saranno condotti su campioni di 25 mila elettori. Barack Obama e Mitt Romney tenteranno di conquistare i cosiddetti “swing states”, gli stati in bilico che oscillano tra un partito e l'altro: Colorado, Florida, Iowa, North Carolina, New Hampshire, Nevada, Ohio, Pennsylvania, Virginia e Wisconsin. Le elezioni si vincono conquistando i grandi elettori di ciascuno stato, per un totale complessivo di 538: ad un candidato è necessario conquistarne almeno 270 per aggiudicarsi la Casa Bianca. Gran parte degli Stati Uniti hanno adottato un sistema maggioritario, definito il “winner takes all”. Hanno fatto eccezione il Nebraska e il Maine, che hanno optato per un sistema proporzionale. L’Ohio sarà l'obiettivo di entrambi i candidati. A darne conferma è la storia: nessun presidente repubblicano è stato mai eletto senza vincere nello stato del Mid West, e nessun presidente in generale è stato eletto dal 1960 a oggi senza essersi aggiudicati i suoi diciotto voti elettorali. Le elezioni Usa saranno seguite da milioni di spettatori in tutto il mondo. Insomma, è tutto pronto per questa full immersion di politica estera, la conta dei voti è dietro l’angolo. Alcuni prospettano addirittura un pareggio e poi ci sono i bookmaker che impazzano. Da sempre l’America  

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di Valerio Esca
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