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ODIO E RAZZISMO ANCHE SU FACEBOOK


ODIO E RAZZISMO ANCHE SU FACEBOOK
09/12/2008, 18:12

Il noto social network http://www.facebook.com, è diventato famoso e si è diffuso a macchia d'olio grazie alla sua facilità di utilizzo e alla caratteristica particolare che permette agli iscritti di ritrovare vecchi amici e conoscenze lontane, di "riabbracciare" compagni di scuola o di interagire con colleghi di lavoro e di università. Una piattaforma cresciuta in maniera esponenziale nel giro di pochissimo tempo; dunque.

Una delle regole di facebook è quella che sancisce il rispetto della dignità di ogni individuo o gruppo e, nelle note del regolamento per la creazione di "gruppi" (i gruppi facebook sono una sorta di "associazione virtuale" che raccoglie individui che perseguono scopi comuni), si precisa che:"Non saranno tollerati gruppi volti ad attaccare una persona specifica o un gruppo di persone (ad esempio gruppi razzisti, sessisti o altri gruppi basati sull'odio). La creazione di simili gruppi comporterà l'immediata chiusura del tuo account Facebook".

Nonostante questo monito (che, ovviamente, senza l'azione concreta degli amministratori, non basta come deterrente) questo nuovo social network pulula di "agglomerati" razzisti come, per citare solo uno dei tanti, il gruppo:"Se faccio 6 al superenalotto me compro il vesuvio e l'accendo". Altri numerosi gruppi intitolati esplicitamente "odio napoli" posseggono una preoccupante quantità di iscritti (il primo citato ha oltre 7.000 membri).

Censura nei confronti di chi tenta di combattere il qualunquismo, offesa becera e generalista, elementi ed immagini di estrema destra ostentate con estremo orgoglio e frasi come:"A morte i terun", sono le caratteristiche peculiari di questi agglomerati omogenei di portatori d'odio, razzismo e, soprattutto, ignoranza. Nonostante le numerose segnalazioni ad opera di moltissimi utenti, giustamente inorriditi di fronte ad un fenomeno vergognoso e deplorevole, l'amministrazione di facebook si è dimostrata, fino ad oggi, poco sensibile a tale grave fenomeno. Eppure, all'imagine del neonato social network, un certo tipo di "utenza" non fa di sicuro bene. Una comunità (virtuale o reale che sia) che si dimostra tollerante o comunque indifferente a chi si palesa indiscutibilmente incivile, irrispettoso e, soprattutto, razzista, perde parecchia credibilità ed "appeal".

Ai creatori di tali gruppi andrebbe ricordato che, l'unica cosa da odiare oggi, è proprio il razzismo che, anche questo va precisato e tenuto a mente, viaggia sempre a braccetto con l'ingnoranza e la scarsa cultura.

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di Germano Milite
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