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Ancora una volta si cerca di ignorare la verità

Omicidio Kennedy: l'ennesima rivelazione che non rivela nulla


Omicidio Kennedy: l'ennesima rivelazione che non rivela nulla
09/08/2011, 07:08

Titoloni sulle ultime novità che riguardano l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy, freddato da tre colpi di fucile il 22 novembre 1963 a Dallas, in Texas. L'ex moglie, Jacqueline Kennedy, morta nel 1994, avrebbe rilasciato in vita una intervista nella quale, tra la descrizione delle corna che le metteva il marito (ma che novità!) e quelle che lei metteva a lui (ma che bella coppia!) c'è stato anche spazio per parlare dell'omicidio. E in questa intervista viene tirato in ballo l'allora vice Presidente americano, Lyndon Johnson, che prese poi il potere dopo la morte di Kennedy.
Verrebbe da commentare: "Ma davvero?". Oppure da alzare le spalle. Non è che sia una novità. Il primo a tirare in ballo Lyndon Johnson, almeno nel senso di aver dato copertura politica all'omicidio fu Lee Oswald. Mentre era in manette e i poliziotti lo stavano portando nell'ingresso della stazione di polizia dove lo stava aspettando, armato di revolver, Jack Ruby, per ucciderlo, un giornalista riuscì a strappargli poche parole. E quando il giornalista chiese a chi facesse comodo l'omicidio, Oswald rispose: "Chiedete all'attuale vicepresidente". Cioè appunto a Johnson. Due minuti dopo, i poliziotti permisero a Ruby di eliminare il presunto assassino di Kennedy. E c'è da sottolineare il termine presunto: come in tanti altri episodi che hanno segnato la storia Usa (affondamento del Lusitania nel 1917, Pearl Harbour nel 1941, i cosiddetti attentati alle Twin Towers nel 2001), esiste una versione ufficiale dell'evento chbe fa a pugnoi con la realtà, il buon senso e che è un'offesa all'intelligenza. Nel caso specifico, la versione ufficiale è che l'assassino abbia sparato tre colpi in cinque secondi, di cui uno è andato a ramengo, colpendo la colonna di un ponte; uno ha colpito Kennedi alla testa uccidendolo, il terzo (cioè il primo sparato) è invece il "proiettile fatato", come è stato definito. CIoè un proiettile che secondo la versione ufficialeentra nella schiena di Kennedi, esce dalla gola, poi sterza, colpisce alla schiena anche un senatore che sta seduto sull'auto presidenziale, ma davanti a Jacqueline Kennedy, sterza di nuovo, colpisce al polso il senatore, sterza un'ultima volta e finisce nella coscia del senatore. INsomma, una favoletta divertente, se non fosse che per mantenerla sono state ammazzate almeno una quarantina di persone, tra testimoni, agenti che non dovevano testimoniare e storici o giornalisti che avevano scoperto qualcosa.
Quello che si può dire con certezza è che furono sparati almeno otto proiettili, almeno. Tre da qualcuno alle spalle del Presidente: uno colpì Kennedy alla schiena e due colpirono il senatore. Tre vennero sparati dal tiratore col compito più difficile, quello incaricato di colpire dal lato: i colpi andarono a vuoto ed uno colpì la colonna di pietra di un ponte che stava sulla sinistra della macchina. Lo si sa perchè le schegge ferirono al volto un agente del Secret Service (il servizio di sicurezza presidenziale), che stava appostato lì sotto. I due letali vennero dal tiratore che stava di fronte al Presidente Kennedy, dietro una palizzata, sopra una collinetta a lato della strada. Infatti i due colpi sparati da queste persona furono il primo, che colpì Kennedy alla gola, tranciandogli parte della trachea; il secondo è quello più spettacolare e drammatico: il colpo alla testa, che spacca la scatola cranica e perfora il cervello.
Tutto il resto, lo si può immaginare. In particolare le motivazioni dell'omicidio. Si va dalla mafia, incavolata per una seria lotta alla criminalità portata avanti dal Presidente, al "grande complotto" che voleva bloccare Kennedy che voleva ostacolare il signoraggio bancario (cioè il fatto che le banche emettano carta moneta senza alcuna garanzia reale, facendosela pagare al valore nominale e quindi speculando sulla differenza tra costo reale di produzione e valore nominale) attraverso l'uso della moneta da due dollari, spampata dalla zecca e garantita dalle riserve di argento del Paese. Ma la motivazione più probabile sembra essere il fatto che Kennedy si apprestava a ritirare i soldati americani dal Vietnam, dopo aver pesantemente ridimensionato la Cia a causa dello smacco subito a Cuba, con la fallita invasione della Baia di Porci. Nei 10 anni successivi, la guerra in Vietnam è costata miliardi e miliardi di dollari (di allora) arricchendo tutte le industrie legate alla guerra. Quindi ci sono miliardi di motivi per commettere quell'omicidio.
D'altronde, l'opera continua di tentare di cancellare le tracce della verità, portata avanti anche a livello politico, a cominciare dalla commissione Warren (commissione parlamentare che indagò sull'omicidio Kennedy, ottenendo come risultato la colpevolezza di Oswald, ma con metodi ridicoli); la quarantina di omicidi di cui parlavo prima, molti dei quali mascherati da finti suicidi o da incidenti d'auto; i falsi rapporti di Polizia; la morte in carcere di Jack Ruby, con il cancro più fulminante della storia (in una setimana si è sviluppato e l'ha ucciso); e tante altre cose, indicano una regia che coinvolge Cia, Fbi, Polizia, vertici di entrambi i partiti statunitensi e molto altro. Possibile che la mafia possa muovere tutto questo? Le lobby sì: basta che minaccino di tagliare i cospicui finanziamenti...

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di Antonio Rispoli
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