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ONU: duro rapporto contro Israele per l'attacco a Gaza


ONU: duro rapporto contro Israele per l'attacco a Gaza
06/05/2009, 17:05

E' pronto il rapporto della commissione di inchiesta dell'ONU su quanto accaduto durante l'operazione "Piombo Fuso", cioè l'offensiva militare che Israele condusse nella striscia di Gaza, dove uccise più di 1500 persone. Ed è un rapporto molto pesante, nei confronti del governo di Tel Aviv. Infatti, l'esercito israeliano viene accusato senza mezzi termini di avere attaccato volontariamente le scuole dell'ONU che durante i bombardamenti e gli attacchi militari erano usati dai civili come rifugio e di avere altrettando volontariamente bombardato ambulanze, depositi di cibo e camion che trasportavano generi di prima necessità. Durante le indagini della commissione gli israeliani hanno collaborato, fornendo materiale di intelligence, al solo scopo di scaricare ogni responsabilità su Hamas. Ma la Commissione, pur tenendo conto di questo materiale, non si è lasciata distrarre dal suo compito, e ha esaminato uno per uno i 9 episodi in questione. E alla fine si parla per Israele di un "uso sproporzionato della forza", di gravi offese e soprattutto di avere colpito deliberatamente civili e strutture ONU.
Naturalmente il documento non è finito. Adesso arriva la parte burocratica, dove gli uffici analizzeranno il documento parola per parola; e alla fine comunque gli USA potranno porre il loro veto.
Però sorgono due problemi. Il primo è che Israele ha sempre basato gran parte del proprio agire sul presupposto della propria superiorità morale. Cioè Israele veniva sempre presentato come il Paese buono, circondato dai cattivissimi Paesi arabi. Ed effettivamente fino al 1973 è stato così. Ma con un documento del genere, questa posizione andrebbe a farsi benedire. E gli USA hanno sempre coperto Israele, usando senza risparmio l'anacronistico diritto di veto che hanno e che condividono con Russia, Cina, Inghilterra e Francia. Ma Obama rischierebbe gran parte della propria credibilità internazionale se ponesse subito il proprio veto.

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di Antonio Rispoli
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