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Per ora il sì solo di un terzo dei Paesi Onu

Onu: firmato l'accordo sulle limitazioni per il traffico di armi


Un carro armato Usa M1A1 Abrams
Un carro armato Usa M1A1 Abrams
10/06/2013, 13:52

NEW YORK (USA) - Finalmente è entrato in vigore il trattato dell'Onu per il controllo del traffico di armi convenzionali a livello mondiale. Per ora è stato firmato solo da 67 Paesi, cioè un terzo di quelli che fanno parte dell'Onu; ma è quanto serviva per farlo avviare. 
Naturalmente la procedura non è ancora terminata. Il trattato va ratificato da almeno 50 Paesi perchè entri in vigore. L'accordo poi è abbastanza limitato. Riguarda le armi personali (se leggere e di piccolo calibro) e i cosiddetti "sistemi d'arma": carri armati, veicoli corazzati da combattimento, sistemi di artiglieria di grosso calibro, aerei da combattimento, elicotteri d’attacco, navi da guerra e sottomarini, missili e missili lanciatori. Il trattato non riguarda le munizioni, nè le armi che non sono di esclusivo uso militare, nè le armi tecnologiche (radar, satelliti, droni. ecc.). 
Nonostante queste limitazioni, tra i Paesi più importanti sono molti che non hanno firmato: Usa (che però attraverso il vicepresidente Kerry hanno promesso di farlo tra qualche tempo), Russia, Cina, India, Arabia Saudita, Corea del Nord, ecc. Tra quelli che hanno firmato c'è da segnalare la presenza della Germania, che è il terzo esportatore al mondo di armi. 
Il trattato prevede il divieto di esportare queste armi in quei Paesi dove potrebbero essere utilizzate per "crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidi". Bella cosa in teoria. Ma quando i crimini di guerra sono coperti dall'Onu, come l'invasione statunitense e degli altri Paesi di Iraq ed Afghanistan? E quando i Paesi usano un esercito mercenario per commettere i crimini di guerra, comne succede in Siria, dove Qatar e Arabia Saudita pagano, Usa ed Israele armano e addestrano e i mercenari fanno stragi di civili? 

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di Antonio Rispoli
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