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L'Italia ed altri stati hanno già annunciato il boicottaggio

Onu, Francia e Vaticano ci saranno a conferenza sul razzismo


Onu, Francia e Vaticano ci saranno a conferenza sul razzismo
06/03/2009, 21:03

Se l’Italia ed altri Paesi hanno già annunciato di voler boicottare Durban 2, Parigi e il Vaticano non sono della stessa idea. Oggi infatti è arrivata la conferma, da parte di entrambi, che parteciperanno alla conferenza dell’Onu sul razzismo. “Abbiamo notato l’annuncio italiano. In questa fase pensiamo che sia importante far parte del processo di preparazione e vedere come procede, - ha dichiarato il portavoce del ministro degli Esteri francese, Eric Chevallier, - pensiamo che sia importante essere all’interno del processo di cooperazione di Durban per prevenire che degeneri in tensioni invece di muoversi verso la difesa dei diritti dell’uomo”. 

La Francia ha inoltre auspicato che i Ventisette prendano una posizione comune sulle condizioni della loro partecipazione, situazione al momento molto lontana dalla realtà. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, aveva solo ieri annunciato che l’Italia non avrebbe fatto parte della conferenza, visto che nella bozza finale del documento che ne è alla base ci sono “parti inaccettabili” e “tesi aggressive e antisemite”.

Della stessa idea anche Stati Uniti, Israele e Canada, che hanno annunciato il boicottaggio, mentre il Reno Unito ha fatto sapere che parteciperà soltanto a condizione che il documento venga radicalmente modificato. 

La bozza finale andrebbe cambiata anche per monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente del Vaticano presso le Nazioni Unite, con sede a Gineva, che ha comunque dichiarato che “al momento la Santa Sede intende partecipare”, pur auspicando una modifica del testo che contiene alcune “frasi aggressive di tipo antisemita”.

Otto anni fa, in Sudafrica, alcuni Stati tentarono di infilare nella dichiarazione finale della riunione promossa dall’Onu l’equiparazione “sionismo uguale razzismo”. Ora il lavoro che precede la prossima conferenza è curato da un comitato coordinato da Libia e che comprende, tra gli altri, anche Iran e Cuba. Il documento presentato nell’ottobre scorso definiva Israele una entità “straniera occupante la cui legge si basa sulla discriminazione razziale”, e i palestinesi venivano indicati come l’unica popolazione vittima di discriminazioni. La scorsa settimana il premier francese Francois Fillon ha annunciato che “non accetterà che Israele sia stigmatizzato” e che la Francia era “pronta a ritirarsi” dalla conferenza.

Il premier francese Francois Fillon ha affermato lunedì scorso che la Francia "non accetterà che Israele sia stigmatizzato" e che era "pronta a ritirarsi" dalla conferenza.

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di Nico Falco
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