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ONU: ULTIMO DISCORSO DI BUSH, ENNESIMO ATTACCO A SIRIA ED IRAN


ONU: ULTIMO DISCORSO DI BUSH, ENNESIMO ATTACCO A SIRIA ED IRAN
24/09/2008, 09:09

Ieri abbiamo avuto una passarella dei leader mondiali, nel discorso all'assemblea generale dell'ONU. In sordina quello che è stato l'ultimo discorso di George Bush in questa sede, visto che il 20 gennaio verrà sostituito dal vincente tra Obama e McCain. In questi 8 anni per Bush l'ONU è passato da "ente inutile e superfluo", come aveva detto nel 2002 ad un "indispensabile sostegno nella lotta al terrorismo", come invece ha detto ieri. Soprattutto nella lotta contro SIria ed Iran, accusate ancora dagli Stati Uniti di fomentare e finanziare il terrorismo

Quando poi è toccato ad Ahmadinejad, il presidente iraniano, i toni sono stati egualmente duri. Infatti ha detto che l'Iran non fermerà il proprio programma nucleare, quali che siano le pressioni internazionali che l'Iran subirà. Inoltre ha affermato che le tensioni nel mondo sono causate da "poche nazioni prepotenti" e ha concluso affermando che "l'Impero americano si avvicina alla sua fine". Infine ha anche detto di essere disponibile ad un confronto in TV con i due candidati presidenziali, pur non avendo alcuna preferenza per nessuno dei due.

Quando poi è toccato al Presidente francese Sarkozy, si sono toccati i problemi economici, compresa la crisi che sta imperversando negli Stati Uniti e che minaccia l'Europa. E Sarkozy ha fatto una proposta, che solo 5 anni fa sarebbe stata inaccettabile: riunire tutte le nazioni mondiali e concordare un insieme di regole che badino a tenere sotto controllo i mercati finanziari, per impedirne gli eccessi. In questa maniera le banche ritornerebbero al loro mestiere istituzionale di servire i cittadini e non gli speculatori. CInque anni fa, una posizione del genere sarebbe stata sommersa di fischi; ma oggi, dopo che gli Stati Uniti per prima hanno stravolto il mercato con i salvataggi delle principali società economiche statunitensi (Fanny Mae, Freddie Mac, AIG, STanley Morgan, Merryl Linch e così via) e il fallimento della Lehman Brothers, una posizione del genere, per quanto sia definibile come colbertiniana non appare più tanto anomala.

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di Antonio Rispoli
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