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PAKISTAN: ELEZIONI NEL SANGUE


PAKISTAN: ELEZIONI NEL SANGUE
18/02/2008, 10:02

Con uno schieramento di mezzo milione di poliziotti e militari, ottantuno milioni di pachistani hanno iniziato a votare oggi per elezioni legislative offuscate dalla violenza ma considerate cruciali per il futuro dell'unico Paese musulmano dotato di armamenti nucleari. Le elezioni, per 272 seggi dell'assemblea nazionale e per le assemblee provinciali, dovrebbero segnare la conclusione della transizione a un governo civile, dopo che il presidente Pervez Musharraf ha smesso la divisa da generale prima del giuramento per il nuovo mandato a novembre.  
La sua rielezione è contestata come incostituzionale dall'opposizione che, se si allea e dovesse ottenere due terzi del parlamento, potrebbe chiedere l'impeachement di Musharraf. I sondaggi indicano un crollo nella popolarità del presidente, al potere dal 1998 con un colpo di Stato militare, e una grande rimonta del Partito popolare, sull'onda dell'emozione dell'assassinio della leader Benazir Bhutto a dicembre. Guadagnerebbe anche terreno la Lega musulmana-N dell'altro ex premier Nawaz Sharif.
I più importanti partiti islamici boicottano la consultazione. Il voto si svolge dopo una campagna elettorale scarsa di parole e segnata da violenze, che è iniziata con l'assassinio della Bhutto, il 27 dicembre a Rawalpindi, e si è conclusa con un bilancio di 450 morti dall'inizio dell'anno. Le elezioni erano state fissate per l'8 gennaio, ma rinviate per l'attentato alla Bhutto. Gli Stati Uniti hanno fatto pressioni sull'alleato Musharraf perché chiuda il periodo di governo militare - i generali hanno comandato in Pakistan per la metà dei suoi 61 anni di storia.
 Ma la popolazione sembra disinteressata e disillusa dalla politica. Analisti concordano che l'affluenza, il 42 per cento nell'ultima consultazione del 2002, sarà scarsa. Pochi i votanti a inizio di mattinata. I primi risultati si avranno intorno alla mezzanotte locale di oggi e l'andamento nella provincia del Punjab, dove è eletta la metà del parlamento, si saprà martedì mattina.
Centinaia di osservatori stranieri e migliaia di pachistani controlleranno lo svolgimento delle elezioni, ma non sono autorizzati a condurre exit polls. Il gruppo dell'Unione europea dovrebbe esprimere un giudizio preliminare
entro le 72 ore successive le elezioni.

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di Giancarlo Borriello
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