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PAKISTAN, OGGI SI VOTA, UCCISO UN CANDIDATO


PAKISTAN, OGGI SI VOTA, UCCISO UN CANDIDATO
18/02/2008, 08:02

A Lahore, poco prima delle apertura dei seggi, due uomini armati hanno aperto il fuoco sull'auto di Asif Ashraf, che era in visita al suo collegio elettorale e poi si sono dati alla fuga. La vittima era nelle liste dell'ex primo ministro pachistano, Nawaz Sharif. Insieme al candidato sono rimasti uccisi, tra gli altri, il suo segretario e una guardia del corpo. Le elezioni nel collegio elettorale sono state sospese.  Musharraf, che nell'ultimo anno non si e' fatto scrupolo di rimpiazzare qualunque giudice cercasse di ostacolare i suoi piani per un secondo mandato da presidente, rischia l'impeachment se due terzi del Parlamento finissero nelle mani dell'opposizione; uno scenario tutt'altro che improbabile, secondo i sondaggi che danno in netto vantaggio il Partito del Popolo della Bhutto seguito dalla formazione dell'ex premier Nawaz Sharif.  Chaudhry Pervaiz Elahi della Lega musulmana pachistana,considerato il candidato premier di Musharraf, ha bocciato come "ridicole" le accuse di brogli. Pero' un uomo che ha detto di essere sostenitore del partito di Elahi e' stato arrestato nel Pakistan meridionale perche' trovato in possesso di 500 schede elettorali.  Asif Ali Zardari, vedovo della Bhutto, ha detto al 'Times' di Londra che, di fronte ai brogli, "non avra' altra scelta" che chiamare il popolo a manifestazioni di piazza.  81 milioni di pachistani sono quest'oggi chiamati alle urne per eleggere i 272 rappresentanti nell'Assemblea Nazionale e dei quattro parlamenti provinciali: elezioni su cui incombe lo spettro di Benazir Bhutto, uccisa meno di due mesi fa, ma anche la diffusa convinzione che non si trattera' di elezioni trasparenti ed eque.
Circa 64.000 seggi elettorali sono stati aperti intorno alle 06:00 ora locale (le 04:00 in Italia) e chiuderanno alle 17:00 (le 13:00). La Commissione Elettorale spera di fornire i primi dati intorno alle 23:00 ora locale (le 19:00).
Il Pakistan vota nel timore di brogli e in un clima di violenza scatenato dall'assassinio, nel dicembre scorso, della principale leader dell'opposizione. Un attentato che indusse le autorita' a posticipare le elezioni di 40 giorni (erano inizialmente previste per l8 gennaio) e che ha costretto i candidati a circondarsi di imponenti misure di sicurezza durante gli eventi pubblici. In gioco, in quella che il presidente Pervez Musharraf, ha definito "la madre di tutte le elezioni", e' la possibilita' che il Paese transiti da un regime militare a un governo democratico. Intanto pero', le forze armate sono in stato di massa allerta: sono schierati 81.000 tra militari e paramilitari oltre a 305.000 poliziotti.

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di Redazione
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