Dal mondo / Medioriente

Commenta Stampa

In manette l’imam, accusatore della “bimba blasfema”

Pakistan: Rimsha resta in carcere. Rinviata l’udienza

Tutto rimandato al prossimo venerdì 7 settembre

Pakistan: Rimsha resta in carcere. Rinviata l’udienza
03/09/2012, 18:14

ISLAMABAD - Rimsha Masih, la giovane pakistana affetta da un ritardo mentale e arrestata con l’accusa di blasfemia, rimarrà in carcere almeno per questa nuova settimana. Il giudice pakistano Muhammad Azam Khan, infatti, ha nuovamente rinviato l’udienza per la libertà su cauzione della tredicenne, accusata da un religioso locale di aver bruciato diverse pagine del Corano, fissandola per venerdì 7 settembre. Intanto, il caso continua a destare indignazione: Rimsha Masih è in carcere dal giorno del suo arresto, lo scorso 16 agosto. Venerdì scorso il giudice aveva prorogato di altri 14 giorni la custodia cautelare della giovane, dietro richiesta della polizia che voleva svolgere ulteriori indagini. Il colpo di scena è arrivato il giorno successivo, con l’arresto dell’accusatore di Rimsha Masih, l’imam Khalid Jadoon, sospettato di aver manipolato le prove contro la ragazza: secondo un testimone, infatti, l’imam avrebbe falsificato le prove, inserendo pagine del Corano in una borsa della spesa contenente carta bruciata e cenere che la ragazzina aveva con sé. L’uomo è comparso in tribunale, con gli occhi bendati da una fascia bianca e le manette ai polsi, e ha respinto ogni responsabilità. “Non ho fatto nulla di male, è tutta una macchinazione”, ha dichiarato ai giornalisti con aria di sfida. “Questo voltafaccia - ha commentato il suo avvocato, Rao Abdur Raheem - punta a scoraggiare le denunce nell’ambito della legge sulla blasfemia”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©