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Yahya Al-Libi sarebbe morto sotto i missili di un drone Usa

Pakistan, ucciso il numero due di Al Qaeda: voci o realtà?

Continuano gli attacchi statunitensi: molte le vittime

Pakistan, ucciso il numero due di Al Qaeda: voci o realtà?
05/06/2012, 10:06

ISLAMABAD - Abu Yahya Al-Libi, il numero due di Al Qaeda, potrebbe essere morto sotto i missili lanciati da un drone Usa, che ieri ha causato la morte di 15 militanti nel Waziristan settentrionale. Il condizionale è d’obbligo, perché quelle che circolano al momento sono solo voci e le stesse fonti dell’amministrazione americana, pur dicendosi ottimiste sull’ipotetica uccisione del nuovo leader del terrore, non hanno diramato ancora nessuna nota di conferma ufficiale. L’ipotesi, infatti, è all’esame dei responsabili dell’intelligence a Islamabad: la morte di Abu Yahya Al-Libi, vale la pena ricordarlo, era peraltro già stata ipotizzata durante un attacco di droni sul Waziristan nel 2009.
Abu Yahya al-Libi è considerato l’uomo stratega di Al Qaeda e numero due nella scala del comando dopo il medico egiziano, Ayman al-Zawahiri. Qualora la notizia della sua morte dovesse essere confermata, si tratterebbe del colpo più incisivo alla rete del terrore, dopo l’uccisione di Osama bin Laden, nel raid del maggio 2011. Sulla sua testa pendeva una taglia di ben un milione di dollari promessa dall’Fbi in cambio di informazioni utili alla sua cattura.
Gli attacchi di droni e missili statunitensi stanno provocando molte vittime in Pakistan. Nel raid che avrebbe avuto come obiettivo il numero due di Al Qaeda, ci sarebbero state, secondo fonti Usa, diverse vittime. Sarebbero decine, invece, secondo le autorità di Islamabad, le persone uccise in diversi attacchi negli ultimi due giorni. Ieri, in un altro attacco compiuto a Est di Miranshah, Capitale del Waziristan del Nord, almeno 15 le persone uccise, secondo fonti della sicurezza locale. Sarebbero tutti miliziani talebani e di Al Qaeda vittime di 2 due missili che hanno centrato un compound. Secondo il ministero degli Esteri di Islamabad, gli attacchi sono “illegali”: a novembre Islamabad aveva bloccato le rotte di approvvigionamento dopo la morte di 24 soldati pakistani al confine con l’Afghanistan a causa del fuoco amico degli aerei Nato.

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di Antonio Formisano
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