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PAPA: STOP ALLE MINE ANTIUOMO


PAPA: STOP ALLE MINE ANTIUOMO
19/11/2007, 10:11

Papa Benedetto XVI ha chiesto ieri di porre definitvamente al bando le mine anti-uomo, che fanno molte vittime in particolare tra i bambini. Nel tradizionale incontro domenicale con i fedeli per la recita dell'Angelus, ci sono tre dei drammi più attuali: 
- bandire definitivamente le mine antiuomo che uccidono anche molti bambini.
- raddoppiare gli sforzi per essere prudenti, per limitare gli incidenti stradali, che ogni anno nel mondo fanno un milione di vittime.
- attivare la "solidarietà internazionale" per il Bangladesh, dove il ciclone sta determinando una catastrofe umanitaria.
Sono 155 i paesi che aderiscono alla Convenzione, entrata in vigore nel 1999, e che si sono impegnati a rimuovere le mine anti-uomo dai territori sotto il loro controllo entro 10 anni dalla loro formale adesione.
Non fanno parte invece della Convenzione Usa, Russia, Cina, India e Pakistan, che rivendicano la necessità di usare questo tipo di arma per difendere i propri confini.
Nel 2006 sono state 5.751 le persone colpite nel mondo dalle mine anti-uomo, con una riduzione del 16% rispetto al 2005.
"Nei giorni scorsi - ha aggiunto Benedetto XVI - un tremendo ciclone ha colpito il sud del Bangladesh, causando numerosissimi vittime e gravi distruzioni. Nel rinnovare l'espressione del mio profondo cordoglio alle famiglie e all'intera nazione, a me tanto cara, faccio appello alla solidarietà internazionale, che già si è mossa per far fronte alle immediate necessità"; "incoraggio ogni possibile sforzo per soccorrere questi fratelli così duramente provati".
Benedetto XVI ha espresso un augurio e un incoraggiamento verso l' ottava assemblea degli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione,  per il buon esito della conferenza che si svolge in Giordania: "affinché questi ordigni, che continuano a seminare vittime, tra cui molti bambini, siano completamente banditi". Il Papa non ha accennato al fatto che tra i 38 Paesi che non hanno aderito alla Convenzione del '97 ci sono anche Stati Uniti, Cina e Russia. Ha citato quindi Rosmini, il filosofo-patriota dell'Ottocento, beatificato ieri pomeriggio a Novara dopo essere stato in vita messo all'Indice, anticipatore di molti temi del concilio Vaticano II.
Rosmini, ha ricordato Ratzinger, al quale si deve il definivo sdoganamento del filoso, "testimoniò la virtù della carità in tutte le sue dimensioni e ad alto livello, ma ciò che lo rese maggiormente noto fu il generoso impegno per quella che egli chiamava 'carita' intellettuale', vale a dire la riconciliazione della ragione con la fede. Il suo esempio - ha esortato il Papa - aiuti la Chiesa, specialmente le comunità ecclesiali italiane, a crescere nella consapevolezza che la luce della ragione umana e quella della Grazia, quando camminano insieme, diventano sorgente di benedizione per la persona umana e per la società".

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di Redazione
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