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Aumenta la tensione a pochi giorni dalle elezioni

Papandreou al Time: "Grecia come cavia da laboratorio"


Papandreou al Time: 'Grecia come cavia da laboratorio'
03/05/2012, 09:05

A pochissimi giorni dalle elezioni in Grecia, aumentano tensione e preoccupazione tra i greci, che, come mostrano i sondaggi, appaiono divisi sul da farsi. Si prevede che le elezioni di domenica prossima saranno le più complesse degli ultimi decenni, dal momento che gli indecisi sono ancora numerosi e nessun partito attualmente sembra in grado di ottenere la maggioranza necessaria per formare il governo. Non si esclude che queste elezioni possano assumere il carattere di una votazione contro le misure di austerità e che, combinate con le contemporanee elezioni in Francia e la prevedibile vittoria di Francois Holland, possano modificare le dinamiche della crisi nell'Eurozona.

In un clima di forte indecisione e preoccupazione per il futuro, l'ex primo ministro greco George Papandreou ha rilasciato un' intervista al settimanale americano "Time" esprimendo amarezza e rammarico per il modo in cui è stato trattato il Paese.

"Siamo stati una cavia, un esperimento" ha detto l'ex primo ministro Papandreou riferendosi soprattutto al coinvolgimento dei governi europei negli affari politici del paese negli ultimi due anni, ma anche agli eventi per i quali lui si è dovuto dimettere e al fatto che la Grecia è stato il primo paese dell'Eurozona a dover accettare le pesanti misure di austerità che sono state imposte in cambio dei prestiti necessari a salvare l'economia del paese.

Il Time riporta che queste misure di austerità hanno schiacciato l'economia greca, in recessione ormai da cinque anni. Il tasso di disoccupazione, che nel 2009 si era assestato al 9%, è balzato al 21%. La crescente povertà ha portato ad un aumento del numero dei suicidi, dei senzatetto e delle persone che si nutrono alle mense per poveri. Centinaia di piccole imprese, inoltre, sono state costrette a chiudere.

Papandreou appare consapevole delle gravi ripercussioni delle misure di austerità sulla popolazione greca, eppure afferma che era impossibile evitare i programmi degli aiuti economici e le misure di austerità contenuti nel Memorandum per il salvataggio finanziario e fiscale del paese. Tuttavia ha aggiunto: "Magari avessimo potuto fronteggiare la crisi in modo meno drastico per i cittadini, specialmente per quelli che non hanno alcuna colpa, come i pensionati e i dipendenti! Ma alla fine hanno pagato tutti ed hanno pagato a caro prezzo la crisi".

Secondo l'ex primo ministro alcuni leader europei, da lui definiti come "populisti", non riconoscono i sacrifici del popolo greco. "Alcuni sostengono che il problema non sia la Grecia, ma i greci. Ma come può un parlamentare o un leader, da un lato, dichiarare che è disposto a sostenere la Grecia e, dall'altro, considerare i greci dei pigri?" si chiede.

Papandreou ha concluso l'intervista ribadendo ancora una volta la sue idea di indire un referendum relativo al secondo contratto di prestito, in modo da consentire ai cittadini greci di scegliere in che modo affrontare la crisi. "Dovevamo prendere una decisione. Dovevamo decidere se accettare il programma o no, se rimanere nell'Eurozona o no. Credevo che il popolo avrebbe risposto di sì, che sarebbe stato difficile ma che saremmo riusciti a superare la crisi ad ogni costo" ha concluso, motivando così la sua delusione per le reazioni negative riscontrate in Europa a tal proposito.

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di Vanessa Ioannou
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