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Riduzione del 30 per centro per il presidente e i ministri

Parigi: il primo cdm targato Hollande taglia gli stipendi

Sul tavolo anche la crisi in Europa: promessa una svolta

Parigi: il primo cdm targato Hollande taglia gli stipendi
17/05/2012, 18:05

PARIGI – Promessa mantenuta per il nuovo presidente francese Hollande, che ha approvato il taglio del 30 per cento degli stipendi, tanto per se stesso, quanto per il premier Jean-Marc Ayrault e per tutti i 34 ministri dell’esecutivo. La decisione è stata adottata nel corso del primo Consiglio dei ministri francese, riunitosi oggi per la sua seduta di esordio, ed è la risposta alla promessa che lo stesso Hollande aveva fatto nel corso della campagna elettorale, che ha poi decretato la sua vittoria.
Si tratta del primo atto del quinquennio socialista, che vuole essere “un esempio” e segnare una svolta dalla gestione di Nicolas Sarkozy, che aveva aumentato la propria retribuzione del 170 per cento, portandola a 19mila euro al mese.
Al centro del primo Consiglio dei ministri, all’inizio del quale ai componenti dell’esecutivo è stato distribuito un codice etico , vi è stata anche la crisi in Europa, argomento su cui Hollande ha promesso una svolta. La nuova linea è stata confermata dalle prime dichiarazioni dei neoministri, come quella del titolare dell’Economia, Pierre Moscovici, sul Fiscal Compact. “Il trattato non sarà ratificato così com’è e deve essere completato con un capitolo con la strategia sulla crescita”, ha puntualizzato Moscovici. Identica posizione quella del collega degli Esteri, Laurent Fabius, che ha parlato della necessità di “un’Europa diversa” e “più focalizzata sull’occupazione”. Nel nuovo governo francese figurano anche 17 donne; grande esclusa la segretaria dei socialisti, Martine Aubry, che aveva chiesto la nomina a premier come condizione della sua entrata: condizione che è stata rifiutata da Hollande.
Quanto al codice etico, senza precedenti nella storia della Repubblica, questo enumera le regole a cui si dovrà scrupolosamente attenere ciascun membro dell’esecutivo per evitare di incorrere in un conflitto di interessi che metterebbe a dura prova l’immagine dell’intero governo.

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di Antonio Formisano
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