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La "Grande muraglia" sotterranea è lunga 5000km

Pechino, studenti scoprono tunnel di arsenali nucleari

Dopo tre anni di scavi la scoperta di un gruppo di americani

Pechino, studenti scoprono tunnel di arsenali nucleari
30/11/2011, 20:11

NEW YORK - Lavorando giorno e notte per tre anni, un gruppo di studenti della Georgetown University di Washington ha elaborato un controverso studio per far luce su quella che viene definita la Grande Muraglia sotterranea: una rete in Cina di quasi 5000 chilometri di tunnel per nascondere e dislocare l'arsenale nucleare a disposizione di Pechino. Un lavoro monumentale, elaborato attraverso centinaia di documenti, immagini satellitari, dati online, manuali militari classificati che, riassunto in ben 363 pagine, giunge a sostenere che il numero delle testate nucleari in Cina potrebbe essere di gran lunga superiore di quanto stimato dagli esperti per il controllo degli armamenti. Gli studenti, oltre una ventina, sono stati coordinati dal professor Phillip Karber, un ex alto funzionario del Pentagono che ha passato gli anni della guerra fredda studiando l'arsenale sovietico, a contatto con segretari alla difesa e capi di stato maggiore, sottolinea il Washington Post, che oggi riferisce della ricerca. Ufficialmente, lo studio non è stato ancora reso pubblico, ma è già in circolazione al Pentagono ed è stato discusso in Congresso. Sono inoltre già state avanzate severe critiche per il sistema poco ortodosso con cui è stato elaborato. In particolare, dure condanne sono state espresse da esperti dei programmi per la non proliferazione delle armi di distruzione di massa, secondo cui si tratta di un elaborato che potrebbe sostenere le ragioni di coloro che sono contrari allo smantellamento degli arsenali nucleari. I dati più inquietanti sono emersi dopo un devastante terremoto in Sichuan. Nei giorni successivi, migliaia di esperti e tecnici di radiazioni vennero inviati nella regione, dove erano evidenti anche insoliti crolli di intere colline. Nel dicembre 2009, quando gli studenti stavano registrando significativi progressi, le forze armate cinesi hanno ammesso per la prima volta la costruzione di una rete di tunnel da parte di un'unità incaricata della protezione e dispiegamento di missili balistici e testate nucleari. È stato un campanello di allarme che ha evidenziato come per decenni l'attenzione internazionale si sia concentrata soprattutto sulle due potenze con il più grande arsenale conosciuto: Stati Uniti, con 5000 testate, e Russia, con 8000. Entrambi i Paesi sono però inquadrati in trattati bilaterali che prevedono ispezioni e altre limitazioni. Al contrario della Cina, che mantiene segreto il numero delle sue testate, stimato tra le 80 e le 400. Sulla base del numero e dell'estensione dei tunnel di cui si ha traccia nello studio, il professor Karber sostiene che Pechino potrebbe avere invece fino a 3000 testate. Un numero che ha fatto infuriare diversi esperti, mentre altri sono apparsi ben più cauti. Per il professor Kerber, afferma il Washington Post, l'aver provocato un intenso dibattito sull'argomento è però comunque già un successo. «Non ho idea di quante armi nucleari abbia davvero la Cina, così come non ne ha idea la comunità per il controllo degli armamenti», ha ammesso il professore, aggiungendo però che «è proprio questo il problema con i cinesi: nessuno ne sa niente, tranne loro».

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di Valerio Esca
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