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Sono stati usati mitra e lanciarazzi per l'assalto

Petroliera italiana catturata dai pirati nell'Oceano Indiano

L'assalto è avvenuto ad oltre 900 Km dalle coste più vicine

Petroliera italiana catturata dai pirati nell'Oceano Indiano
08/02/2011, 10:02

OCEANO INDIANO - Nuovo attacco di pirati contro una nave italiana. Questa volta l'attacco è stato contro la Savina Caylyn, una petroliera da 105 mila tonnellate, con un equipaggio formato da cinque italiani e 17 indiani. L'attacco è avvenuto alle 5.30 ora italiana, mentre la nave incrociava nell'Oceano Indiano, a circa 500 miglia (900 Km. circa) dall'India e a 900 (oltre 1600 Km.) dalla Somalia. Proprio questo fatto lascia pensare che l'attacco sia stato organizzato da una nave madre, che ha nesso in mare un barchino che poi si è lanciato all'attacco. Il capitano della petroliera a quel punto ha usato manovre evasive (aumento della velocità, rotta a zigzag per ritardare l'inseguimento) e ha usato le pompe della nave per indirizzare contro gli aggressori getti d'acqua. I pirati però hanno reagito sparando numerosi colpi da fuoco contro la nave ed utilizzando anche un razzo anticarro RPG contro la fiancata della nave. Non ci sarebbe stato nessun ferito, ma gli attaccanti sono comunque riusciti a salire a bordo e a prendere possesso della nave.
Immediatamente sono scattate le operazioni di soccorso e la fregata Zefiro, della Marina Militare italiana, che si trova al largo della Somalia in funzione antipirateria, è stata mandata nella zona dell'assalto, dove giungerà tra un paio di giorni. Nel frattempo nulla si sa della nave, anche se tra l'equipaggio non ci dovrebbero essere feriti.

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di Antonio Rispoli
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