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Petrolio e gas: Congo, Gabon, Angola e Nigeria alternative alla Libia


Petrolio e gas: Congo, Gabon, Angola e Nigeria alternative alla Libia
24/02/2011, 16:02

“I Paesi africani della fascia sub sahariana non rischiano le instabilità socio-politiche che si stanno registrando nel Maghreb. Nel nord Africa i popoli stanno abbattendo le dittature non senza pagare un durissimo tributo di sangue, come nel caso della Libia; in centro Africa invece governano democrazie giovani evolute su elezioni libere, certificate dagli organismi internazionali e da cui scaturiscono, non di rado, esecutivi di grande coalizione”. Lo afferma l’ing. Alfredo Carmine Cestari, presidente della Camera di Commercio ItalAfrica Centrale – Unioncamere e Console in Italia della Repubblica Democratica del Congo.

“Questa crisi sta colpendo, tra gli altri, anche numerose aziende italiane presenti nell’area nordafricana e sta incidendo sull’approvvigionamento internazionale di importanti materie prime e risorse di cui l’enorme fascia sub sahariana è, di contro, ricca. Il difficile momento dovrebbe indurre il Governo italiano ad inaugurare una politica finalmente proficua di rapporti con i circa 20 esecutivi dell’enorme area a sud del Sahara. L’Italia dipende dalla Libia per il 10% del suo fabbisogno di gas e per il 20% di quello del petrolio: dovendo sopperire alla improvvisa mancanza di forniture di gas ed ipotizzando restrizioni in quelle del petrolio proveniente da Tripoli, per non intaccare le sue riserve strategiche l’Italia dovrebbe opportunamente scegliere di intensificare le estrazioni in Congo, Gabon, Angola, Nigeria Uganda e Ruanda, Paesi retti da Governi stabili ed in cui l’Eni è già presente con importanti impianti (es. Nigeria)”.

Per Cestari, quindi, il Governo italiano dovrebbe individuare, quali alternative alla Libia “la fascia sub sahariana in cui intensificare nell’immediato l’attività estrattiva ed iniziare finalmente a costruire le condizioni diplomatiche perché, nel medio termine, si ampli il ventaglio delle concessioni. Finora l’Italia ha colpevolmente snobbato quei Paesi lasciando campo libero ad altre potenze occidentali ed alla Cina”.

Alle tante imprese private che hanno abbandonato Libia, Tunisia e Marocco, Cestari dice: “Chi finora ha operato con il nord Africa può guardare con fiducia e sicurezza anche alla fascia sub sahariana. I Governi locali saranno prontissimi ad accogliere nel migliore dei modi, con codici di investimento e condizioni generali molto favorevoli, ogni imprenditore od industriale interessato a delocalizzare in un’area dalle enormi potenzialità (mercato complessivo di 500 milioni di persone a fronte dei 5,5 milioni di quello libico), tra l’altro, ricca anche di legno, ferro e cobalto, coltan e caffè ed in cerca di investitori in tutti i settori imprenditoriali ed industriali”. La Camera di Commercio ItalAfrica Centrale è Ente senza scopi di lucro fondata del 2004 ed iscritta al registro delle Camere di Commercio italo-estere del Min. degli Affari Esteri

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di Redazione
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