Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Pillole d'Europa/ Scuola, finanziamenti per i rom e agevolazioni per le aziende. Tutte le risposte dall'Ue

L ETNIA ROM UNA ETNIA DI CEPPO INDIANO CON VARIE NAZIONALITA

Pillole d'Europa/ Scuola, finanziamenti per i rom e agevolazioni per le aziende. Tutte le risposte dall'Ue
12/07/2011, 11:07

Martedí 12.07.2011 10:53

PER STARE MEGLIO E SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E' attivo un servizio di "A domanda, risposta" su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani.it. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com

A domanda , risposta

Domanda: ho una media azienda a Bologna e devo comperare dei nuovi macchinari, per caso c'è qualche agevolazione?
Sandro Bicci
Risposta:
entro il 1 agosto  può fare domanda per accedere a dei fondi della Regione Emilia Romagna di cui possono beneficiare piccole e medie imprese in forma singola (compresi consorzi, società consortili e società cooperative) o associata. Le agevolazioni riguardano progetti di investimento in varie aree tra cui innovazione tecnologica (es. acquisto di software per la gestione di funzioni complesse legate al ciclo produttivo); innovazione di servizio (es. introduzione di nuovi servizi, anche attraverso l'acquisto di tecnologie, attrezzature e macchinari, che amplino in modo significativo la gamma di servizi erogati dall'impresa); innovazione organizzativa (es. nuovi modelli organizzativi nell'impresa, tra reti di imprese e tra le imprese e il mercato, realizzati anche grazie all'acquisizione di strumentazione informatica); innovazione di prodotto (es. interventi finalizzati a mettere a punto nuovi prodotti o a portare un notevole miglioramento ai prodotti esistenti, in grado di consentire all'impresa l'apertura di nuovi mercati, un riposizionamento strategico o un significativo allargamento del mercato di riferimento.


Domanda: Sono una mamma e nel nostro quartiere ci sono dei bambini immigrati che frequentano le scuole elementari con i miei figli; ci sono tutta una serie di problemi annessi e connessi. Mi chiedo ma siamo soli o c'è un progetto europeo per l'emergenza dell'educazione dei figli degli immigrati in generale ?
Luisa Prandi

Risposta: Gent.ma hai ragione è un tema importante e la Commissione europea si è attivata per creare una  così definita "rete di politica europea sull`educazione dei bambini e dei giovani con background migratorio" ; in merito è anche aperto un bando con scadenza al 14 ottobre 2011 per cofinanziarla.  L'obiettivo del bando è rafforzare la cooperazione transeuropea  in questo ambito.  Il bando è aperto a ministeri dell'istruzione e altri enti pubblici competenti, centri di ricerca e università, fondazioni, associazioni che siano stabiliti negli Stati dell' Unione Europea, nei Paesi EFTA/SEE e nei due Paesi candidati Croazia e Turchia. La Rete deve essere costituita da organismi di almeno dodici Paesi ammissibili, in particolare di quei Paesi che hanno un numero elevato di studenti immigrati o che hanno assistito ad un recente aumento del numero di bambini e giovani con un contesto migratorio. Devono far parte della Rete i Ministeri dell'istruzione dei Paesi comunitari. La Rete sarà finanziata attraverso un accordo quadro di partenariato della durata di tre anni (dal 2012 al 2014) e riceverà sovvenzioni annuali basate sulla presentazione di dettagliati programmi di lavoro annuali. Il bando dispone di un budget di 500mila euro per tutto il 2012.

Domanda: E' vero che ci sono dei finanziamenti per i rom e per chi, ad esempio associazioni, come quella in cui io lavoro, fa o intende attivare progetti a loro favore? Pietro Rasi

Risposta: Sì. Con il termine "Rom" si intende una serie di gruppi di persone che si autodefiniscono Rom, e sono zingari, viaggiatori, Manouches, Ashkali, Sinti. L'utilizzo del termine Rom non intende in alcun modo denigrare la grande diversità dei vari e numerosi gruppi Romanì e le relative comunità, né intende promuovere stereotipi. I Rom sono parte integrante della civiltà europea da oltre migliaia di anni. Oggi, con una popolazione stimata intorno ai 10-12 milioni di persone, i Rom costituiscono la principale minoranza etnica in Europa e sono presenti in tutti e 27 gli Stati Membri dell'UE. La maggior parte di essi sono cittadini comunitari. La Commissione europea promuove l'utilizzo dei fondi strutturali europei da parte degli Stati Membri affinché venga sostenuta l'inclusione dei Rom. C'è anche una "rete europea dei Rom" , la cosiddetta 'EURoma network', composta attualmente da rappresentanti di dodici Stati Membri, che promuove  l'utilizzo dei Fondi Strutturali finalizzati a valorizzare le politiche rivolte ai Rom e a favorirne l'inclusione sociale. Ci sono quindi fondi per i rom in vari settori: istruzione, occupazione, sanità, anti-discriminazione, inclusione sociale, ecc.  e fondi per quelle associazioni anche italiane che intendano occuparsi del Rom. In particolare gli strumenti di finanziamento comunitario a favore dei Rom sono ad esempio il Fondo sociale europeo, che sostiene il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei Rom, investendo in modo particolare nell'istruzione e nella formazione; il  fondo europeo di sviluppo regionale che sostiene lo sviluppo regionale, il cambiamento economico, il miglioramento della competitività e la cooperazione territoriale in tutta l'Unione Europea; il programma europeo denominato Progress (ivi inclusa la campagna informativa "Per la diversità. Contro la discriminazione"), che finanzia attività di sensibilizzazione volte a combattere la discriminazione nei confronti dei Rom e sostiene la collaborazione in rete di ong che rappresentano i Rom e ne difendono i diritti. Inoltre anche i bandi del programma europeo 'Gioventù in azione' hanno uno stanziamento per progetti a favore dei Rom.   E' aperto ad esempio un bando di gare per progetti di cooperazione nel settore dell'istruzione che consentano di aumentare i livelli di partecipazione e di riuscita scolastica degli studenti delle comunità Rom all'interno dell'insegnamento generale e della formazione professionale (VET). Ci sono cofinanziamenti per attività di collegamento in rete tra associazioni per diffondere le esperienze di maggiore successo, adottando misure comuni nel campo dell'istruzione e di altre politiche, al fine di favorire l'integrazione sociale dei bambini e degli studenti delle comunità Rom. I beneficiari dei fondi del bando possono essere ong che si occupano dell'integrazione di comunità Rom, altri organismi pubblici e organizzazioni di gruppi interessati, ministeri nazionali responsabili dell'istruzione e la formazione, istituti scolastici, altri organismi di formazione che operano negli Stati membri.
Si possono presentare progetti di formazione di docenti e di mediatori di comunità; progetti di cooperazione per lo sviluppo; progetti di cooperazione (fra cui apprendimento reciproco e apprendimento tra pari, estensione, ampliamento o generalizzazione delle migliori pratiche pedagogiche, di recupero e di tutoraggio); iniziative di sensibilizzazione e diffusione che possono anche comprendere aspetti di pari opportunità ed educazione alla cittadinanza. La durata massima dei progetti è di 12 mesi. Le attività devono iniziare fra il 1 o gennaio 2012 e il 31 marzo 2012.
Il budget totale stanziato ammonta a 584mila euro, con una sovvenzione massima di 150mila euro per progetto singolo approvato. Come Ong potete fare domanda entro il 16 settembre 2011 al sito Internet http://eacea.ec.europa.eu/llp/funding/2011/call_roma_2011_en.php

Domanda ho 19 anni   ho una passione per l'Islanda, dove potrei ottenere delle informazioni su come si vive e lavora in tale Paese? Dopotutto è un Paese europeo. Amedeo Carini
Risposta
:  puoi trovare delle informazioni sul tema  " vivere e lavorare in Islanda" sul sito Eures della Commissione europea ( http://ec.europa.eu/eures/) in cui per ogni Stato ci sono i dettagli anche normativi e notizie pratiche. L'Islanda (come l'Italia) é membro dell'EEA (European Economic Area = SEE Spazio Economico Europeo), di conseguenza i cittadini islandesi possono cercare lavoro negli altri Stati membri dell'EEA. Come cittadini degli altri Stati membri dell'EEA, anche gli italiani possono cercare lavoro in Islanda senza necessitare del permesso di lavoro al loro arrivo. Ulteriori informazioni sulle regole durante il periodo di transizione si trovano sul seguente sito: www.vinnumalastofnun.is/english  I cittadini dell'EEA come quelli dell'EU hanno il diritto di vivere e lavorare in Islanda senza dover chiedere permesso precedentemente. Di conseguenza  gli italiani possono lavorare in Islanda con gli stessi diritti degli islandesi per il trattamento economico, le condizioni di lavoro, accessi all´alloggio, assistenza sanitaria e sindacati. I membri della famiglia possono raggiungerli ed hanno analoghi diritti. Soggiorni di durata superiore ai 3 mesi necessitano del permesso di residenza. L'arrivare in Islanda solo per cercare lavoro non dà alcun diritto di assistenza sociale.   Ogni comune con più di 500 abitanti ha un ufficio di collocamento. A Reykjavík c'é un Agenzia di Collocamento con un consigliere per i cittadini dell´Europa. L´indirizzo di quest´agenzia é:  Vinnumiðlun Reykjavíkurborgar - Engjateigi 11 -105 Reykjavík - Fax: 00354-588.25.87 Come membro della Comunità Europea, l'italiano ha diritto all'accesso gratuito del servizio di collocamento. L´Ente ufficiale dell´ufficio di collocamento è  Labour Office, Ministry of Social Affairs - Hafnarhúsi v/ Tryggvagötu - 101 Reykjavík Fax: 00354-511.25.20

Domanda:  in Italia si parla di quote rosa, ma in Europa come siamo messi? Non è che creiamo una discriminazione al contrario con le quote? Ci sono normative europee? Erminio Varsi
Risposta:
per la parità nel mondo del lavoro la Commissione europea ha elaborato una 'Carta per le donne' ma è assolutamente non discriminante per gli uomini! Se vuoi puoi consultarla anche on line al sito http://europa.eu/legislation_summaries/employment_and_social_policy/equality_between_men_and_women/c11332_it.htm Inoltre il programma europeo Progress cofinanzia progetti  in cinque sezioni distinte che coinvolgono sia uomini che donne  : l'occupazione, la protezione e l'inserimento sociale, le condizioni di lavoro, la diversità e la lotta contro le discriminazioni, l'uguaglianza fra donne e uomini. Di recente ti informo però che il Parlamento europeo ha deciso che le donne dovranno coprire il 30 per cento delle alte dirigenze nelle più grandi società comunitarie quotate in borsa a partire dal 2015 e il 40 per cento dal 2020. Se le misure su base volontaria per aumentare il numero delle donne nelle posizioni decisionali dovessero rivelarsi fallimentari, si dovrà applicare la legislazione europea, hanno deliberato al PE. Attualmente le donne occupano il 10 per cento delle direzioni e solo il 3 per cento delle presidenze dei consigli di amministrazione delle più grandi società europee quotate in Borsa. In una risoluzione non vincolante adottata di recente, i deputati sottolineano che occorreranno altri 50 anni prima che gli organi dirigenziali delle imprese siano composti almeno per il 40 per cento da donne, in quanto la crescita del numero di donne nei Consigli di amministrazione è di solo mezzo punto percentuale all'anno. Il Parlamento ha ribadito comunque che le assunzioni negli organi di dirigenza delle imprese devono essere basate in primis sulle competenze, sulle qualifiche e sulle esperienze del candidato

Commenta Stampa
di Costel Antonescu - www.telenews.ro
Riproduzione riservata ©