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Riaperta l'inchiesta sull'omicidio della giornalista

Politkovskaia, assoluzioni annullate


Politkovskaia, assoluzioni annullate
25/06/2009, 19:06

La Corte Suprema russa ha annullato la sentenza di assoluzione per le tre persone accusate di aver ucciso la giornalista  Anna Politkovskaia ed ha ordinato la riapertura del processo. La cronista russa, uccisa a Mosca nel 2006, era nota per le posizioni critiche nei confronti del Cremlino, in particolar modo riguardo il conflitto in Cecenia. Lavorava al quotidiano Novaia Gazeta, era tenuta in massima considerazione dai colleghi e nel 2000 fu insignita del massimo premio russo, il ‘Penna d’oro’, l’equivalente dell’americano Pulitzer. Durante la sua carriera, per le proprie posizioni, si era guadagnata molti nemici anche tra le forze russe, contrasti che si erano acuiti dopo la pubblicazione di “Viaggio all’inferno – diario ceceno”, il libro in cui aveva ricostruito i tanti abusi commessi dalle forze russe e dai loro alleati ai danni della popolazione civile. Tra le sue inchieste più scottanti, quelle sulla corruzione nelle alte sfere del ministero della Difesa e quelle, risalenti all’ottobre 2002, sull’operazione controversa delle forze russe nel teatro di Dubrovka, che portò ad almeno 129 morti fra gli ostaggi per l’annientamento dell’intero commando dei terroristi.
Anna Politkovskaia era già finita nel mirino dei sicari nel 2004, subito dopo la strage di Beslan, quando tentarono di avvelenarla mentre era impegnata sulla vicenda. Un personaggio scomodo, eliminato perché dava ‘troppo fastidio’ a chi è abituato a risolvere i problemi con la soluzione più drastica e drammaticamente efficace.

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di Nico Falco
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