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Detenuto nelle carceri cinesi, partecipò a piazza Tienanmen

Premio Nobel per la Pace, assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo


Premio Nobel per la Pace, assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo
08/10/2010, 11:10

STOCCOLMA - E' stato assegnato il Premio Nobel per la Pace; ed anche quest'anno la scelta è a dir poco controversa. Il comitato per il Nobel ha scelto il dissidente cinese Liu Xiaobo, attualmente detenuto in Cina, dove sta scontando una pena ad 11 anni di reclusione per sovversione. La sua colpa è di aver firmato la "Carto 08" insieme ad altri 300 intellettuali dissidenti cinesi. Si tratta di un documento che rivendica la necessità di una modernizzazione e di una democratizzazione della struttura politica e sociale della Cina. Xiaobo, che ha 55 anni, fu anche uno degli esponenti di punta della rivolta di piazza Tienanmen.
Come quello dell'anno scorso, anche il Nobel di quest'anno appare pesantemente condizionato a livello politico. E' facile immaginare che il governo cinese non gradirà la scelta, ed ancora meno la motivazione. Infatti, spiega il Comitato: "Durante gli ultimi decenni - si legge ancora nelle motivazioni - la Cina ha fatto enormi progressi economici, forse unici al mondo e molte persone sono state sollevate dalla povertà. Il Paese ha raggiunto un nuovo status che implica maggiore responsabilità nella scena internazionale, che riguarda anche i diritti politici. L'articolo 35 della Costituzione cinese stabilisce che i cittadini godono delle libertà di associazione, di assemblea, di manifestazione e di discorso, ma queste libertà in realtà non vengono messe in pratica. Liu è stato un grande difensore dell'applicazione di questi diritti, ha preso parte alla protesta di Tienanmen nell '89, e' stato tra i firmatari e i creatori del Manifesto 08 della democrazia in Cina. Liu ha costantemente sottolineato questi diritti violati dalla Cina. La campagna per il rispetto e l'applicazione dei diritti umani fondamentali è stata portata avanti da tanti cinesi e Liu è diventato il simbolo principale di questa lotta".

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di Antonio Rispoli
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