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Bakir Izetbegovic è favorevole al dialogo con i serbi

Presidenziali in Bosnia, vince un musulmano moderato


Presidenziali in Bosnia, vince un musulmano moderato
04/10/2010, 09:10

SARAJEVO - Nelle elezioni di ieri in Bosnia-Erzegovina si profila un risultato a sorpresa per la presidenza tripartita, dove per la carica di membro musulmano (che governa insieme ai colleghi serbo e croato) è in testa Bakir Izetbegovic, un moderato favorevole al dialogo con la comunità serba. Sconfigge Haris Silajdzic, il presidente musulmano uscente dato per favorito alla vigilia, che è su posizioni più radicali e intransigenti con i serbi. Dopo lo spoglio di circa l’80% delle schede, Izetbegovic raccoglieil 34% dei consensi, davanti al magnate dell’editoria Fahrudin Radoncicn che ha il 30% circa; Silajdzic è solo terzo intorno al 25%.
Izetbegovic (54 anni) è figlio di Alija Izetbegovic, figura carismatica della comunità musulmana durante la guerra (1992-1995), e uno degli artefici dell’indipendenza della Bosnia. Se tale risultato del voto sarà confermato, sarà un buon segnale per un possibile avvicinamento fra le comunità musulmana e serba, la cui contrapposizione è alla base dell’impasse politico che frena il cammino della Bosnia verso l’integrazione europea. L’elezione di Izetbegovic è vista come un segnale di apertura da parte della compagine musulmana, in un quadro politico ancora ostaggio delle "linee etniche" ereditate dal conflitto del 1992-95.
Per quanto riguarda gli altri due membri della presidenza tripartita, le schede fin qui scrutinate assegnano il successo ai candidati uscenti e favoriti alla vigilia, il serbo Nebojsa Radmanovic e il croato Zeljko Komsic. Quest'ultimo è del Partito social democratico (ex comunisti), il solo con base elettorale multietnica ad avere un certo peso specifico nello scenario politico bosniaco. Neibosa Radmanovic appartiene invece all’Alleanza dei socialdemocratici indipendenti (Snsd): è il primo partito della Repubblica Srpska (l’entità serba del Paese), di impronta fortemente nazionalista e ostile allo stato centrale bosniaco. Radmanovic è però tallonato con il 47,07% da Mladen Ivanic, presidente di una coalizione a Snds, il cui leader Milorad Dodik è stato eletto nuovo presidente dell’entità serba.
Tornando alle presidenziali la novità rispetto al precedente mandato è il cambio al vertice dei musulmani, con la vittoria di Bakir Izetbegovic, musulmano moderato che ha basato la sua campagna sulla necessità di tornare a un dialogo costruttivo con l’etnia serba, al fine di favorire la razionalizzazione dell’impianto costituzionale bosniaco. Impresa non facile, considerando le tentazioni di secessione da Sarajevo accarezzate nell’entità serba. E tenendo presente che lo stesso Izetbegovic sostiene si la necessità di rafforzare le istituzioni centrali bosniache a scapito di quelle etniche, ma in chiave di una unica Bosnia a maggioranza islamica. Si attendono ora gli esiti delle elezioni parlamentari, che verranno diffusi in mattinata.
Nelle elezioni di ieri in Bosnia-Erzegovina si profila un risultato a sorpresa per la presidenza tripartita, dove per la carica di membro musulmano (che governa insieme ai colleghi serbo e croato) è in testa Bakir Izetbegovic, un moderato più favorevole al dialogo con la comunità serba, che sembra affermarsi nettamente su Haris Silajdzic, il presidente musulmano uscente dato per favorito alla vigilia, che è su posizioni più radicali e intransigenti con i serbi. Dopo lo spoglio di circa l’80% delle schede, Izetbegovic raccoglie infatti il 34% dei consensi, davanti al magnate dell’editoria Fahrudin Radoncicn con il 30% circa, mentre Silajdzic è solo terzo intorno al 25%. Izetbegovic (54 anni) è figlio di Alija Izetbegovic, figura carismatica della comunità musulmana durante la guerra (1992-1995), e uno degli artefici dell’indipendenza della Bosnia. Se tale risultato del voto sarà confermato, sarà un buon segnale per un possibile avvicinamento fra le comunità musulmana e serba, la cui contrapposizione è alla base dell’impasse politico che frena il cammino della Bosnia verso l’integrazione europea. Per quanto riguarda gli altri due membri della presidenza tripartita, le schede fin qui scrutinate assegnano il successo ai candidati uscenti e favoriti alla vigilia, il serbo Nebojsa Radmanovic e il croato Zeljko Komsic

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di Redazione
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