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PRESIDENZIALI USA: PALIN SCELTA RISCHIOSA


PRESIDENZIALI USA: PALIN SCELTA RISCHIOSA
11/09/2008, 11:09

         “È finita”. Ecco come Peggy Noonan, l’opinionista del Wall Street Journal, importante e conservatore giornale americano, ha caratterizzato la scelta di Sarah Palin alla vice presidenza. La Noonan stava parlando in diretta durante un’intervista con la Nbc credendo che i microfoni fossero spenti. Per la Noonan la scelta fatta da John McCain rivela la disperazione del candidato  repubblicano. Inoltre la presenza della Palin nel ticket repubblicano suggerisce il cinismo completo dei repubblicani date le capacità limitate del governatore dell’Alaska.
         La Noonan ha cercato di spiegare che si trattava di un malinteso e che in realtà lei non voleva affatto suggerire che Obama aveva già vinto l’elezione. Ciononostante non è difficile concordare con l’idea del cinismo dato che McCain ha fatto una lunga campagna ripetendo molte volte che Obama non è qualificato per la presidenza data la sua limitatissima esperienza. Se ciò è valido per Obama si applica naturalmente alla Palin la quale, considerando l’età avanza di McCain (72 anni), dovrebbe essere pronta a diventare presidente in caso qualcosa succedesse all’aspirante residente della Casa Bianca.
         Sarah Palin è adesso il governatore dell’Alaska, incarico cominciato meno di due anni fa. L’Alaska ha una popolazione di 670.000 abitanti, molto più bassa di una delle tante metropoli americane. Prima di divenire governatore  Palin era stata sindaco della città di Wasilla con una popolazione di 5.000 abitanti.
         Un peso leggero dunque soprattutto quando la si compara a McCain, Hillary Clinton, o Joe Biden. Inoltre il percorso politico della Palin rivela anche delle serie difficoltà etiche. Quando era sindaco la Palin cercò di licenziare Mary Ellen Baker, la bibliotecaria del comune, la quale si rifiutò di togliere alcuni libri dagli scaffali come To Kill a Mockingbird, un classico della letteratura. Inoltre la Palin ha esonerato il capo della polizia statale perché questi si era rifiutato di licenziare l’ex marito della sorella del governatore.
         Per quanto riguarda le questioni economiche la Palin aveva ereditato un surplus quando iniziò il suo incarico di sindaco ma andò via lasciando un deficit di  22 milioni di dollari. Riflettendo le idee del Partito Repubblicano la Palin ha rimborsato ai cittadini il surplus del bilancio statale causato dai guadagni dell’aumento del petrolio. Invece di investire i fondi per programmi sociali ed educativi la Palin ha creduto più adeguato “ridurre” le tasse mediante il suo rimborso.
         Durante le ricerche per il suo vice McCain aveva considerato Joe Lieberman, il senatore indipendente del Connecticut e Tom Ridge ex governatore della Pennsylvania e primo segretario del Dipartimento della Homeland  Security. Ambedue sono stati vietati dai consiglieri di McCain perché non abbastanza conservatori date le loro posizioni favorevoli all’aborto. La Palin, come si sa, è contraria all’aborto e McCain  ha voluto rassicurare l’ala destra del Partito Repubblicano scegliendo un vice che lo aiuti a mantenere la fedeltà della “base”. Considerando le credenziali di McCain non totalmente soddisfacenti per i più conservatori repubblicani, il senatore dell’Arizona ha scelto un vice che gli colma quelle “lacune”.
         Ma la Palin ha le proprie lacune evidenti soprattutto in politica internazionale nonostante il tentativo di presentarla come il comandante in capo della guardia nazionale dell’Alaska. La stampa, per esempio, ha mostrato il suo disappunto con Palin perché fino ad ora si è rifiutata di concedere interviste. Si sa che i consiglieri di McCain la vogliono tenere lontano dalla stampa per darle un po’ di tempo per prepararsi. Bisognerà dunque aspettare per  conoscerla ma ciò vuol dire che non è pronta nonostante i commenti positivi ricevuti dopo il suo discorso alla convention repubblicana.
         Si crede che gli elettori americani votino principalmente per il presidente  anche se fanno anche un pensierino al suo vice. La scelta del numero due è dunque importante perché ci dice qualcosa su tipo di persone che l’eventuale presidente sceglierebbe per formare il suo gabinetto. La scelta di Palin sembra essere indirizzata a conquistare la Casa Bianca. Una scelta puramente politica dunque. La scelta di Obama ha anch’essa la sua componente politica dato che cerca di colmare  le lacune di esperienze internazionali del candidato. Ma la scelta di Biden non suscita dubbi sulle sue capacità di diventare presidente talora qualcosa dovesse succedere a Obama. La scelta finale sarà naturalmente quella degli elettori.
 

 

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di Domenico Maceri
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