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Fermata dalla polizia, sarà l'ambasciata a risarcire

Principessa saudita tenta di scappare dall'albergo: doveva pagare 16 milioni


Principessa saudita tenta di scappare dall'albergo: doveva pagare 16 milioni
04/06/2012, 12:06

PARIGI - Nel film "Amici miei" c'è una scena in cui Ugo Tognazzi scappa dall'albergo di cui è ospite, insieme con una contorsionista di cui si è invaghito, col sistema del "rigatino": si veste da facchino dell'albergo, afferra una valigia e se ne va indisturbato e col conto da saldare. Ci ha provato a fare qualcosa del genere anche Maha Al Sudairi, principessa saudita ed ex  moglie del potentissimo principe ereditario e ministro dell'Interno Nayef bin Abdul Aziz, 79 anni, primo nella linea di successione al trono. Venne ripudiata nel 2009, proprio a causa dell'eccessivo shopping fatto tra le vie di Parigi.
E questa volta ci è ricascata: da sei mesi era ospite dell'albergo Shangri-La, uno dei più lussuosi ed esclusivi della capitale francese. Qui aveva occupato due interi piani, il sesto e il settimo, per se stessa ed il suo seguito di una sessantina di persone. Aveva accumulato un conto di 16 milioni di euro, e così ha deciso di scappare, lasciando il conto non pagato. Ma 60 persone che preparano un bagaglio reale non passano inosservate. E così quando hanno provato a lasciare l'albergo, la Polizia li ha fermati e ha contattato l'ambasciata saudita. Il conto è stato saldato in parte, ma mancano ancora 6 milioni. Certo, la principessa ha passaporto diplomatico, non la si può arrestare; tuttavia è trattenuta fino a pagamento avvenuto. Cosa che non renderà certo felice il suo ex marito.
E non è la prima volta che la principessa si dà alle spese pazze all'estero. Solo a Parigi ha speso 89 mila dollari in biancheria intima, 140 mila in abiti vari per il suo personale, e poi DIor, Chaumet, Victoria Casal (queste ultime due sono gioiellerie): tutti posti dove ha lasciato dietro di se quantità industriali di debiti. Ma ormai in molti la conoscono. Tanto che quando andò a comprare piatti e bicchieri per 20 mila dollari da D. King Irwin, sulla 34th Street di New York, non uscì prima di aver pagato.

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di Antonio Rispoli
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