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La pena scadeva a marzo

Pussy Riot, Maria Aliokhina esce dal carcere con l'amnistia


Pussy Riot, Maria Aliokhina esce dal carcere con l'amnistia
23/12/2013, 09:21

MOSCA - Potrebbe essere vicina alla conclusione la complicata vicenda della detenzione delle Pussy Riot. Erano condannate in tre a due anni di reclusione per "teppismo motivato da odio religioso": con altre tre compagne del gruppo punk femminista Pussy Riot, nel febbraio 2012, misero in scena una performance contro Vladimir Putin nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, con la quale si attirarono le ire del Patriarcato Ortodosso russo e dello stesso Cremlino, dove Putin si preparava a tornare per il suo terzo mandato presidenziale.
La prima delle tre "prigioniere" ad essere liberata è Maria Aliokhina, scarcerata beneficiando dell'amnistia voluta di recente con la quale il Cremlino ha rimesso in libertà l'ex oligarca Khodorkovski. Lo ha annunciato Piotr Verzilov, marito dell'altra Pussy Riot ancora in carcere, Nadia Tolokonnikova. "Alle 9,10 circa Masha è uscita dalla colonia penale numero 2 di Nizhni Novgorod. Ora è diretta alla stazione con il suo avvocato, da lì partirà per Mosca".

Verzilov ha anche precisato che la moglie, al momento ricoverata nell'ospedale numero 1 del Servizio Penitenziario regionale di Krasnojarsk, potrebbe essere liberata entro il pomeriggio. La notizia, per ora, non trova però conferme ufficiali.

Inaspettata la possibilità di terminare in anticipo la pena che sarebbe naturalmente scaduta il prossimo marzo; l'amnistia approvata la settimana scorsa dalla Duma, però, ha offerto loro la possibilità di uscire con qualche mese di anticipo.

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di Elisa Manacorda
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