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I progetti delle rivoltose Tolokonnikova e Alekhina

Pussy Riot vogliono alleanza antiPutin con Khodorkovsky

Vorrebbero coinvolgere Khodorkovsky e Navalny

Pussy Riot vogliono alleanza antiPutin con Khodorkovsky
27/12/2013, 14:03

Hanno trascorso il Natale a casa le due “Pussy Riot” Tolokonnikova e Alekhina che sono uscite dalle rispettive colonie penali, una vicino a Krasnoyarsk, in Siberia, l'altra presso Nizhnij Novgorod, lunedì scorso. Stamane, in una conferenza stampa, le due rivoltose hanno annunciato che tra i loro progetti c’è qullo di coinvolgere nelle loro proteste l’uomo d’affari Khodorkovsky ed l’avvocato e politico Navalny.
"Se vogliamo che esista una società, e non una massa di persone, dobbiamo ricordarci che è necessario svegliare l'interesse delle persone. Il sistema deve essere tenuto in sotto pressione, solo così si ottengono dei buoni risultati".
Queste le parole della Tolokonnikova che si è inoltre detta a favore del Magnitsky Act, ossia la legge americana che vieta ai russi che si sono macchiati di crimini contro i diritti umani di entrare negli Usa. Mentre la legge Dima Yakovlev, decisa dal Cremlino per interrompere le adozioni dagli Usa di bimbi in risposta alla legge americana "è una delle parti più tristi della nostra storia" secondo Alekhina.
Le due Pussy Riot sono delle cinque del gruppo punk quelle che avevano pagato di più per la contestazione dentro il principale tempio di Mosca, la Cattedrale di Cristo Salvatore. Una sorta di preghiera punk, con un'invocazione a Theotókos (la Madre di Dio), affinché "mandasse via" il leader del Cremlino. Lo stesso che in questi giorni ha voluto nuovamente sottolineare che le due sono amnistiate ma non perdonate: "hanno oltrepassato ogni limite", "sono un'umiliazione per la dignità delle donne" e soprattutto: l'amnistia non viene firmata su suo ordine, ma decisa direttamente dal Parlamento.
Inizialmente con loro sul banco degli imputati c'era anche una terza “Pussy Riot” Yekaterina Samutsevitch che però venne scarcerata su cauzione in sede di appello perché non prese parte alla protesta, in pratica perchè aveva scelto una strategia difensiva più conciliante. La Samutsevitch dovrebbe a breve incontrarsi con le due. 

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di Redazione
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