Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Perquisizioni e interrogatori per i leader

Putin, pugno di ferro contro l'opposizione

Una legge stabilisce che è proibito manifestare

Putin, pugno di ferro contro l'opposizione
11/06/2012, 14:06

MOSCA - Quando il gioco si fa duro, gli uomini di Putin iniziano a picchiare. Sta succedendo questo in Russia, dopo mesi di calma apparente e rispetto delle regole. Stamattina all'alba la polizia ha fatto irruzione nelle case e negli uffici dei leader più rappresentativi dell’opposizione, che da dicembre fino alla rielezione dell’ex Kgb hanno manifestato in piazza gridando “una Russia senza Putin”.  E alla vigilia della manifestazione autorizzata per domani mattina, gli agenti agli ordini di Putin hanno rovistato in stanze e cassetti del noto blogger Aleksej Navalnyj, del leader della sinistra Sergej Udaltsov e di altri popolari volti della protesta. Non solo perquisizioni: a tutti è stato consegnato un invito a presentarsi in tribunale “per interrogatori” domani alle 11, un’ora prima della manifestazione.
Non sembra finita qui. Una legge prevede sanzioni pesantissime per chiunque manifesti contro il governo. Cifre spropositate, soprattutto a confronto con il reddito medio russo, che partono da 7000 euro per i singoli fino a oltre 300mila per organizzazioni e movimenti ufficialmente registrati. E le regole? Tutte in mano alla polizia, che potrà decidere come e quando applicare la sanzione. Totale discrezionalità, e perfino camminare in gruppo può essere considerato reato visto che un comma recita: "Non serve pronunciare slogan né portare insegne politiche, è sufficiente radunarsi in massa". Ma in seguito non viene stabilito cosa significhi, in termini numerici, la parola “massa”.
Putin dunque, dopo aver conquistato di nuovo il timone della Russia, sfodera il pugno di ferro non solo conferendo poteri praticamente illimitati alla polizia, ma stabilendo per legge che nessuno può protestare.

Commenta Stampa
di Gaia Bozza
Riproduzione riservata ©