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Ansia e paura tra i sudcoreani rimasti a Kaesong

Pyongyang avrebbe plutonio per 4-8 bombe H ma scarse tecnologie

Russia: 'Inaccettabile disprezzo per risoluzioni Onu'

Pyongyang avrebbe plutonio per 4-8 bombe H ma scarse tecnologie
04/04/2013, 15:03

Paju (Corea del Sud) - Ansia e paura serpeggiano tra le centinaia di sudcoreani rimasti bloccati in Corea del Nord, nella zona industriale di Kaesong, ultimo simbolo della collaborazione intercoreana e diventato sempre piu' pericoloso, in cui Pyongyang sta trascinando Seul e Washington.
Il giorno dopo aver negato ai sudcoreani l'accesso al complesso, il regime ha minacciato di richiamare tutti i 53mila nordcoreani che lavorano in loco e di chiudere l'area industriale definitivamente. Si calcola che le aziende sudcoreane, tutte piccole e medie, abbiano investito circa 500 milioni di euro nel distretto industriale da quando e' stato inaugurato, poco dopo il 2000, un'area economica che genera oltre 2 miliardi di dlr annui in commercio.
I colossi come Samsung Electronics e Hyundai Motor, le uniche aziende sudcoreane che potrebbero reggere alle perdita di una chiusura di Kaesong, non hanno attivita' in loco; ma per le altre aziende, cui cominciano a mancare rifornimenti e scorte, la situazione e' diversa. Oggi centinaia di sudcoreani non hanno lasciato le fabbriche, pur correndo il riscHio di rimanere intrappolati come ostaggi negli impianti: solo 220 sono tornati in patria, mentre circa 600 tra manager e personale hanno scelto di rimanere a Kaesong.
Del resto, per le centinaia di lavoratori che tutti i giorni, andando a lavorare, attraversano uno dei confini al mondo piu' pesantemente militarizzati, le tensioni delle ultime ore sono solo la conferma del precario mezzo di sussistenza da cui dipendono.
Dalla Russia arriva la condanna delle provocazioni lanciate negli ultimi giorni dalla Corea del Nord, una condotta che per Mosca dimostra un disprezzo ''categoricamente inaccettabile'' verso le risoluzioni delle Nazioni Unite. ''Per la Russia, il fatto che Pyongyang ignori volontariamente i contenuti della risoluzioni delle Nazioni Unite (sulla non proliferazione nucleare) e' un fatto categoricamente inaccettabile'' ha dichiarato il portavoce del Ministo degli Esteri, Alexander Lukashevich, e cio' ''complica, se non esclude praticamente la possibilita' di riprendere'' il dialogo e allentare la tensione nella penisola coreana.

L'ANALISI - La reale forza militare di Pyongyang e la sua capacita' di lanciare un missile in grado di colpire le basi Usa nelle acque del Pacifico e' spesso stata messa in discussione. E a poche ore dal definitivo via libera ad un attacco nucleare contro gli Stati Uniti, molti analisti continuano a credere che da parte del Nord sia stata lanciata una campagna di retorica volta esclusivamente a rafforzare l'autorita' del leader Kim Jong-Un di fronte ai propri militari.
Tuttavia, gli esperti ritengono che 
Pyongyang oggi disponga di circa 600 missili Scud in grado di colpire la Corea del Sud, piu' altri 200-300 che potrebbero raggiungere il Giappone.
Inoltre, il Nord vanterebbe grandi quantita' di plutonio per realizzare dalle 4 alle 8 bombe atomiche, anche se sulle capacita' tecnologiche reali da offrire per la costruzione di un ordigno nucleare la comunita' internazionale manifesta ampie riserve.
Gli specialisti, infatti, evidenziano che gran parte delle attrezzature di 
Pyongyang sono obsolete, carenti e mal tenute, ma sottolineano come la convenzionale artiglieria dei Kim possa comunque essere in grado infliggere pesanti perdite a Seul in un possibile attacco a sorpresa. Si crede anche che il Nord disponga oggi di 5.000 tonnellate di armi chimiche.
L'esercito degli Stati Uniti ha ritirato tutte i suoi armamenti nucleari dalla Corea del Sud nel 1991, ma garantisce un ''ombrello nucleare'' nel caso in cui il suo alleato finisca sotto un attacco atomico.

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di Veronica Riefolo
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