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Quell'Iran che gli italiani non conoscono


Quell'Iran che gli italiani non conoscono
13/08/2010, 08:08

Navigando su Internet, ed in particolare su Facebook, mi capita spesso di incrociare articoli, note, blog, petizioni in cui si parla dell'Iran. E nel 90% dei casi si leggono cavolate immani. Vediamo di mettere alcuni punti fermi. Mi limiterò a tre punti, solo per evidenti ragioni di spazio, ma potri continuare per pagine e pagine.
La frase più usata, soprattutto in TV, per descrivere il governo dell'Iran è "regime iraniano" o "regime di Ahmadinejad". L'Iran non è un regime, è quello che potremmo definire una democrazia teocratica. "Democrazia" perchè si vota regolarmente, per eleggere il Parlamento e il Presidente; "teocratica" perchè ci sono organi religiosi, come il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, un gruppo di iman incaricati di supervisionare l'azione politica del governo e del Parlamento, e con potere di veto sulle leggi emesse. Ma non una vera teocrazia, perchè non sono gli iman a fare le leggi. E' la miglior sioluzione politica al mondo? Certamente no. Nel momento in cui la religione mette le mani sulla politica è sempre sbagliato, sia che lo faccia ufficialmente come in Iran, sia che sia una cosa sottobanco, come succede in Italia. Comunque è un modello come gli altri, con i suoi pregi e i suoi difetti, piaccia o non piaccia.
Una seconda cosa su cui mi voglio soffermare è la vicenda di Neda e del cosiddetto "movimento democratico" di Mir Hossein. La prima volta che l'ho letto mi sono schiantato dalle risa, nel leggere l'ignoranza o la malafede di chi aveva scritto una cosa del genere. Innanzitutto, chi è Mir Hossein? E' un iman (o un mullah, usando l'espressione corretta in farsi, parlando di un iraniano) estremista, una persona che spesso si è scagliata contro le istituzioni iraniane, accusate di essere lontane dal Corano e di cedere all'influenza demoniaca deòll'Occidente. Fatte le debite differenze, Hossein è un talebano iraniano. E il suo movimento, l'"onda verde", non è altro che un movimento che vuole introdurre una versione più incisiva della Sharia, al posto della legge iraniana che è solo contaminata dalla religione, ma che non è la Sharia. Ora veniamo alle manifestazioni dell'anno scorso. Innanzitutto non ci sono mai state folle oceaniche, si è sempre trattato di manifestazioni svolte a Teheran con 10-20 mila persone. Il che, in una città di quasi 8 milioni di abitanti, non è un gran che. Ma stranamente quelle manifestazioni avevano un immenso rilievo sui giornali occidentali. E qui veniamo a quell'omicidio. La vulgata proclama Neda eroina, uccisa a sangue freddo durante una pacifica manifestazione dalla polizia iraniana. Ora, proviamo a figurarci la scena, razionalmente: un gruppo di persone sta manifestando, la Polizia e la polizia religiosa stanno sorvegliando il tutto; ad un certo punto un poliziotto estrae la pistola senza un motivo e spara in testa a una persona a caso, uccidendola. Come si vede, è una descrizione che non ha senso. In realtà ha molto più senso la descrizione fatta su un giornale iraniano: Neda ed altri giovani erano armati di coltello ed hanno tentato di pugnalare i poliziotti di guardia ad una installazione. La maggior parte hanno reagito usando solo i manganelli, come da disposizioni ricevute; ma uno non è riuscito a fermare Neda ed allora un collega ha sparato per difendere il poliziotto ferito. Poi c'è un'altra cosa molto strana: tutte le manifestazioni sono state registrate con telefonini o videocamere e poi inviate ai media occidentali. Ma la polizia iraniana, in questi casi, disattiva i cellulari lungo il percorso della manifestazione (misura cautelare, per evitare che venga coordinato un attacco paramilitare usando quel sistema). Allora come è stata fatta la trasmissione? Telefoni cellulari satellitari? In Iran non sono in vendita liberamente, se vado in un negozio non li trovo in vendita. Allora chi li ha forniti al cameraman in questione? Nessuno si è fatto questa domanda, così come nessuno si è fatto la domanda di come mai certe notizie erano esattamente ciò che volevano i media occidentali. In realtà è probabile che sia stata tutta una messa in scena collegata alla campagna mediatica in corso contro l'Iran da parte degli Usa.
E qui veniamo ad un terzo punto: le minacce del presidente Ahmadinejad contro Israele. Quante volte abbiamo letto: "Ahmadinejad minaccia di distruggere Israele" o cose del genere? Beh, questo non è mai successo. Ahmadinejad ha detto più volte un'altra cosa: Israele è un corpo estraneo nel tessuto sociale del Medioriente e quindi è destinato, prima o poi, ad essere distrutto. Potremmo dire, usando una espressione filosofica, che avverrà per necessità storica. Per carità, si può discutere, se essere d'accordo o meno, se sia giusto o meno e tante altre cose. Ma a me le cose dette da Ahmadinejad non sembrano somigliare a quelle raccontate da tutti i giornali italiani e da tutte le TV. Allora devo pensare che giornali e TV in Italia non siano in grado di procurarsi neanche una persona che sappia il farsi (la lingua iraniana) in maniera decente? Sarebbe una cosa scandalosa.

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di Antonio Rispoli
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