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QUESTIONE GAS, PREMIER BULGARIA E SLOVACCHIA IN VOLO VERSO MOSCA


QUESTIONE GAS, PREMIER BULGARIA E SLOVACCHIA IN VOLO VERSO MOSCA
14/01/2009, 09:01

Russia e Ucraina vivono un'altra giornata di polemiche sulla questione del rifornimento di gas, mentre due stati dell'Unione Europea intraprendono nuovi tentativi diplomatici per porre fine alla lite che sta pesando in modo grave sulle loro economie.

La Russia ha iniziato ieri per la prima volta da quasi una settimana a pompare il gas destinato all'Europa attraverso gli impianti che passano in Ucraina, ma l'Unione Europea ha comunicato che non sta quasi arrivando gas alle nazioni che hanno urgenza di rifornimenti e stanno intaccando le loro scorte.

Gazprom, monopolista russo del gas controllato dallo stato, accusa l'Ucraina di deviare il gas per le proprie necessità. L'Ucraina dà la colpa dello scarso afflusso alla mancanza di coordinamento.

La crisi ha interrotto i rifornimenti destinati a circa 18 paesi nel bel mezzo dell'inverno, provocando la chiusura di dozzine di fabbriche nell'Europa sudorientale.

Due degli stati Ue colpiti più duramente, la Bulgaria e la Slovacchia, hanno inviato oggi i loro primi ministri a Mosca e Kiev in un nuovo tentativo di far riprendere il flusso di gas verso l'Europa.

Sergei Stanishev, della Bulgaria, e Robert Fico, della Slovacchia, si incontreranno con il primo ministro russo Vladimir Putin a Mosca e con il primo ministro ucraino, Yulia Tymoshenko, a Kiev, ma non è ancora chiaro chi visiteranno prima.

Stanishev ha urgenza di assicurare i rifornimenti al suo paese, che ha una popolazione di circa 7,6 milioni di abitanti, poiché le limitate riserve interne si stanno esaurendo, e tra i bulgari si sta diffondendo malcontento nei confronti del governo socialista.

La Slovacchia, che ha una popolazione di circa 5,4 milioni di persone e riceve la quasi totalità del gas dalla Russia, ha dichiarato lo stato di emergenza il 6 gennaio. Circa 1.000 aziende sono state costrette a ridurre la produzione o a chiudere.

 

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di Redazione
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