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Numerosi i divieti: anche quello di alimenti

Radioattività tre volte superiore nel mare di Fukushima

Fino a Dicembre i controlli sulle importazioni

Radioattività tre volte superiore nel mare di Fukushima
09/09/2011, 19:09

Fukushima: Diventa ancora più tragico il quadro relativo al materiale radioattivo che ha contaminato il mare dopo l’incendio della centrale nucleare di Fukushima. Dopo le analisi del materiale eseguite dalla società che gestisce le centrali nucleari giapponesi colpite dal terremoto e dallo tsunami , la Tepco, nuove stime sono pervenute dall’Agenzia giapponese per l’energia atomica (JAea). Secondo la prima , fra il 21 marzo e 30 aprile scorsi sarebbero stati 4,72 i miliardi di terabecquerel(TBq) finiti nel pacifico. Mentre secondo quanto calcolato dalla JAdea si parlerebbe di una cifra tre volte superiore: 15 miliardi di TBq.
Tale differenza può essere attribuita al fatto che ad essere incluso nel calcolo effettuato dalla Jadea è stato anche il materiale radioattivo trasportato dall’aria e poi finito in mare oltre a quello pervenuto dall’acqua contaminata proveniente dall’impianto.
Numerosi i divieti che sono stati imposti in Giappone, a partire dal quello che vieta il consumo di alimenti contenenti più di 500 bequerel di materiale radioattivo per chilogrammo.
Fino al 31 dicembre, l’Unione Europea ha prolungato i controlli rafforzati sulle importazioni di prodotti alimentari e mangimi provenienti dal Giappine.
Nel frattempo, mentre il governo di Tokyo ha annunciato che le aree in un raggio di 3 chilometri intorno a Fukushima resteranno inaccessibili «per diversi decenni» a causa delle radiazioni , l’azienda nucleare francese Areya tratterà il combustibile esaurito ancora presente a Fukushima e si è mostrato disponibile nel proporre al governo nipponico delle soluzioni definitive per la gestione dell'impianto.
Anche il progetto della costruzione del muro di acciaio nel tratto di mare davanti all’unità 4, proposto dalla Tepco, per evitare la fuga di materiale, dovrà iniziare alla fine dell’anno prossimo e sarà operativo entro un paio d’anni.

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di Alessia Tritone
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