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Nato: "Gli obiettivi presi di mire sono di natura militare"

Raid Nato, ucciso l'ultimogenito di Gheddafi

Ribelli in festa a Misurata e Bengasi

Raid Nato, ucciso l'ultimogenito di Gheddafi
01/05/2011, 12:05

TRIPOLI - Il figlio minore del leader libico Muammar Gheddafi, Saif Al-Arab, 29 anni, è rimasto ucciso ieri sera in un raid della Nato nel settore di Bab Al-Aziziya mentre si trovava nella sua abitazione a Tripoli, in compagnia del padre, il quale, invece, assieme alla moglie, è scampato al bombardamento degli alleati.
Il portavoce del governo libico, Moussa Ibrahim, ha riferito che nell'attacco, indirizzato a Gheddafi, hanno perso la vita anche tre nipotini del colonnello, tutti di età inferiore ai 12 anni, di cui non è stata rivelata l'identità al fine di tutelare la privacy della famiglia. Moussa Ibrahim ha spiegato che almeno tre missili avrebbero colpito la casa di Saif proprio quando erano state avvertite tre forti esplosioni immediatamente dopo il passaggio di alcuni jet della Nato, intorno alle 20,30 ora italiana. Il tetto dell'abitazione è stato distrutto quasi del tutto; ben poco è ciò che resta dell'edificio.
Non appena si è diffusa la notizia del raid della Nato e della conseguente morte dell'ultimogenito di Gheddafi, a Misurata e Bengasi i ribelli sono scesi in piazza per festeggiare, suonando clacson, cantando e sparando a salve in aria colpi di mitra. "Sono così contenti che Gheddafi abbia perso un figlio che tutti sparano in aria per festeggiare" ha dichiarato il colonnello Ahmed Omar Bani, portavoce militare del Consiglio Nazionale di Transizione di Bengasi.
La Nato ha confermato l'attacco di stanotte nell'area di Bab Al-Aziziya, precisando che, comunque, tutti gli obiettivi presi di mira sono di natura militare e assicurando che le incursioni non hanno mai come obiettivo l'eliminazione di persone fisiche. Lo stesso generale Charles Bouchard, comandante Nato delle operazioni in Libia, ha riferito che gli obiettivi della Nato sono esclusivamente di natura militare e che l'attacco era rivolto ad un edificio di comando militare nell'area di Bab Al-Aziziya. Facendo riferimento a notizie non ancora confermate dei mass media, secondo cui alcuni membri della famiglia di Gheddafi sarebbero stati uccisi nel raid di questa notte, il generale ha dichiarato che la Nato si rammarica di ogni eventuale perdita di vita umana, specialmente se si tratta di civili innocenti, che subiscono le conseguenze di un conflitto in atto.

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di Vanessa Ioannou
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