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RAUL AI CUBANI: RISPARMIATE


RAUL AI CUBANI: RISPARMIATE
28/07/2008, 12:07

Con Raul Castro al potere i cubani devono abituarsi a "non ricevere solo buone notizie": é stato questo il messaggio che, date le "inevitabili conseguenze" della crisi internazionale, il presidente cubano, in occasione della Festa della Rivoluzione, ha rivolto alla popolazione, esortandola a risparmiare su tutto, specialmente sul carburante.

Nel suo primo discorso da presidente, durato meno di un'ora, nella giornata politica più importante dell'anno - l' anniversario dell'assalto fallito alla caserma Moncada, guidato da Fidel Castro, che il 26 luglio 1953 diede inizio alla rivoluzione castrista -, Raul Castro non ha annunciato nuove riforme. Del resto ne aveva decise già diverse negli ultimi mesi nei settori dell'agricoltura, l'autorizzazione ad acquistare telefonini, computer, dvd, forni a microonde e la possibilità di alloggiare negli alberghi. Ha avvertito però gli Stati Uniti che Cuba "continuerà a prestare la massima attenzione alla propria difesa, chiunque vinca le presidenziali americane del prossimo novembre".

"La Rivoluzione ha fatto e continuerà a fare quanto è in suo potere per continuare ad avanzare e ridurre al minimo le inevitabili conseguenze per la popolazione dell'attuale crisi internazionale", ha detto Raul, denunciando "la passività dei governanti del Paesi ricchi e delle grandi multinazionali".

"Tuttavia - ha affermato - dobbiamo spiegare tempestivamente al nostro popolo le difficoltà, in modo da poterci preparare ad affrontarle. Bisogna abituarsi a non ricevere solo buone notizie". Parlando dell'aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei prodotti petroliferi, il presidente ha detto: "Per quanto grande sia il nostro desiderio di risolvere questo problema, non possiamo consumare più di quanto abbiamo. E quindi è imprescindibile risparmiare su tutto, in primo luogo sul carburante".

Cuba inoltre importa l'84% del suo fabbisogno alimentare. Raul Castro, che ha preso il potere lo scorso 24 febbraio dopo la rinuncia di Fidel, ha parlato nel cortile della caserma Moncada, che attualmente è una scuola, davanti alla cupola del Partito comunista cubano e del governo e a diecimila persone arrivate lì cinque ore prima dell'inizio del discorso, che è stato trasmesso in tv. Dietro di lui era appeso un gigantesco striscione con un'immagine di Fidel e la scritta "Vittoria delle idee". "Vedendo l'immagine di Fidel si sente la sua assenza, ma tutti noi lo portiamo dentro al cuore. Raul continua a combattere e Fidel scrive le Riflessioni", racconta all'ANSA Juan Arcides, 75 anni.

"Fidel ci ha dato la libertà e per questo noi gli diamo la vita", aggiunge Orlando Gonzalez, 79 anni. Tutti portavano bandierine di Cuba e del Movimento 26 luglio donate dall'imprenditore italiano Berto Savina, il quale oltre alle 80 mila bandierine distribuite in tutto il Paese in occasione della Festa Nazionale, spiega all'ANSA, ha anche regalato 14 mila palloncini rossi e neri, che sono stati lanciati alla fine del discorso, e i fuochi artificiali arrivati dall'Italia e sparati alla mezzanotte di venerdì a Santiago. La seconda città dell'isola e culla della Rivoluzione, ha annunciato Raul, ospiterà nel gennaio 2009 le celebrazioni per il Cinquantenario della vittoria della Rivoluzione (1959).

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di Redazione
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