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Il documento preparato dall'Olanda e già approvato

Razzismo, l'Ue trova l'intesa, nuovo testo per Durban II


Razzismo, l'Ue trova l'intesa, nuovo testo per Durban II
16/03/2009, 19:03

La bozza finale del testo per la conferenza dell’Onu Durban II verrà cambiato. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, che avevano visto ritirarsi diversi Paesi, tra i quali l’Italia, si è reso necessario modificare il testo inizialmente previsto, per scongiurare il pericolo di una diserzione su vasta scala. Le accuse riguardavano alcuni passi della bozza, ritenuti razzisti ed offensivi verso Israele. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha annunciato che L’Unione Europea presenterà a Ginevra un nuovo testo, messo a punto dall’Olanda.

La posizione espressa dall’Italia riguardo la prima bozza era stata condivisa anche da altri Paesi, al punto da spingere Karel Schwarzenberg, il ministro degli Esteri della Repubblica Ceca che detiene la presidenza di turno dell’Ue, a dichiarare che se la prima bozza non verrà ritirata “l’Unione europea si ritirerà”. Un aut aut, senza possibilità di replica. “Daremo suggerimenti per modificare il documenti di preparazione di Durban, - ha dichiarato Schwarzenberg, - ma se esso non sarà modificato ci sarà un forte appello per ritirarsi dalla conferenza. Oggi in consiglio in molti hanno espresso profondo scetticismo sulla direzione che ha preso la preparazione della conferenza”.

Il nuovo documento messo a punto dall’Olanda è lungo una ventina di paragrafi e dovrebbe prendere il posto di quello inizialmente previsto, lungo oltre 250 paragrafi. Il nuovo testo, spiega Frattini, “non menziona temi offensivi e controversi come approcci antisemiti o limitativi della libertà di espressione”. A Bruxelles Frattini ha inoltre aggiunto che “i colleghi Ue hanno concordato su quel testo, e se diverrà il testo negoziale della conferenza l’Italia sarà pronta a rientrare”. Esempio che potrebbe essere seguito, a quel punto, anche dagli altri Stati che avevano deciso di ritirarsi, come Stati Uniti e Canada. Altri Paesi, come Danimarca, Olanda, Estonia, Polonia e Germania sono concordi nel dichiarare che, se il testo adottato non sarà quello olandese, “si ritireranno prima della conferenza di Gineva. Per loro, - ha aggiunto ancora Frattini, - è questa la red line europea”. I dubbi però permangono per altri paesi dell’Unione, che già in passato, seppur mostrandosi dubbiosi, non avevano dichiarato che si sarebbero fatti indietro. Anche se, ha sottolineato Frattini, il testo iniziale non è stato approvato da nessuno.

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di Nico Falco
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