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Vescovi sconcertati

Red Bull: "Pubblicità Blasfema"

Spot trasmesso in Sudafrica e in Brasile

Red Bull: 'Pubblicità Blasfema'
14/03/2012, 21:03

Johannesburg-  La società austriaca produttrice della nota bevanda energizzante mette in parodia la storia biblica descritta nei vangeli. Il controverso spot, trasmesso da qualche giorno in Sudafrica e in Brasile, ha fatto infuriare vescovi e fedeli. L'Arcidiocesi di Rio de Janeiro sta valutando un'azione legale.
-"La pubblicita' della Red Bull che mostra un Gesu' annoiato che cammina sull'acqua e' offensiva e deve essere ritirata."  E' quanto ha dichiarato la Conferenza dei vescovi sudafricani, si legge oggi sul Times di Johannesburg. "Mentre le pubblicita' di Red Bull sono caratterizzate dalla loro intelligenza, noi crediamo che Red Bull South Africa abbia passato il segno", ha detto il portavoce della conferenza, il cardinale Wilfred Napier.
Il prelato ha accolto positivamente la decisione della casa produttrice della bevanda energetica di bloccare la campagna, ma ha sottolineato che se ne richiede la completa cancellazione. "Inoltre noi suggeriamo che il team di pubblicitari e le compagnie di pubbliche relazioni facciano dei corsi per imparare il rispetto delle sensibilita" - ha aggiunto - le persone non sono solo consumatori e i simboli religiosi sono qualcosa di piu' che opportunita' di mercato".  
A queste accuse la società e il suo team pubblicitario hanno risposto con scaltrezza e "devozione": "Abbiamo solo voluto
scherzare. Oltre a ciò, in questa pubblicità abbiamo addirittura menzionato che Gesù non ha bisogno di bere Red Bull per camminare sulle acque".
Non è la prima volta che gli spot Red Bull danno il via a numerose polemiche ecclesiastiche, ricordiamo il caso del sacerdote siciliano, che nei primi di dicembre ha scritto e diffuso una vivace e-mail di protesta alla società austriaca, per via dell'ultimo spot natalizio in cui apparivano 4 magi invece dei 3 tradizionali . Che sia per numeri o figure è certo che la Red Bull si diverte a solleticare l'opinione pubblica in tutto il mondo.

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di Anna Carla Broegg
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