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Oggi le primarie, il favorito resta Mitt Romney

Repubblicani Usa, arriva il giorno della verità


Repubblicani Usa, arriva il giorno della verità
06/03/2012, 12:03

L’America repubblicana va al voto. Sono dieci gli stati che oggi vanno alle urne, con 437 delegati in palio e la lotta all’ultima preferenza tra il favorito Mitt Romney, già in testa nella gara dei delegati, e l’italoamericano Rick Santorum, convinto di riuscire a tenere aperta la corsa  almeno in alcuni stati tra Virginia, Vermont, Ohio, Alaska, Georgia, Massachusetts, Oklahoma, Idaho, Tennessee e North Dakota.

Romney si presenta come il candidato adatto a risollevare l’economia mentre Santorum fa leva sui valori tradizionali dell’America: fede, famiglia e Costituzione. L’altro conservatore in lizza, Newt Gingrich, gioca le sue ultime carte in Georgia, dove è nato: come lui stesso ammette se dovesse perdere in casa sarebbe obbligato a gettare la spugna.

C’è Ron Paul, che ha messo a punto un altro tipo di strategia: perdere importa poco perché crede nella possibilità di racimolare in più Stati delegati a sufficienza - grazie al sistema proporzionale - da aumentare le truppe con cui sbarcherà alla Convebntion di Tampa, in Florida, a fine agosto. La copertura dei grandi network si annuncia massiccia: dalle 0.30 italiane i siti delle maggiori testate, da New York Times a The Politico, forniranno analisi, previsioni e dati mentre i grandi network tv inizieranno con exit polls e voti scrutinati a cominciare dall’1 di notte italiana, quando chiuderanno i seggi in Virginia e Vermont, seguiti 30 minuti dopo dall’Ohio e poi dagli altri 7 Stati in rapida successione. Ma sulla giornata di mobilitazione repubblicana pesa l’amaro giudizio di Barbara Bush, moglie e madre di presidenti, secondo la quale si tratta della "campagna peggiore che abbia mai visto perché nessun candidato sa pronunciare la parola compromesso".

 

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di Gaia Bozza
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