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Dovrà risarcire 15 mila euro a ciascuna delle 22 vittime

Respingimenti di massa in Libia: Italia condannata


Respingimenti di massa in Libia: Italia condannata
23/02/2012, 11:02

STRASBURGO (FRANCIA) - L'avevano detto tutti: giuristi, organizzazioni umanitarie, perfino il Pd e l'Udc. Ma niente, il governo sostenuto da Pdl e Lega era andato avanti, stabilendo con la Libia un accordo per cui le navi intercettate e dirette in Italia venissero trasportate in Libia, affinchè gli immigrati venissero portati nei lager libici e lasciati morire lì.
Il risultato arriva oggi: una condanna da parte della Corte di Giustizia europea, in quanto l'Italia ha violato l'articolo 3 della Convenzione dei diritti dell'uomo. I fatti sono quelli del 6 maggio 2009. E tutto avviene come al solito: un barcone con oltre 200 immigrati viene intercettato al largo di Lampedusa. Gli immigrati - somali ed Eritrei, quindi persone che scappavano da una guerra civile - vengono trasbordati sulle navi italiane che, alla faccia delle leggi internazionali, li portano in Libia e li scaricano nel porto, nelle braccia dei soldati libici. A nessuno venne concesso di presentare una richiesta di asilo come rifugiato politico, ma semplicemente portati nelle braccia dei loro futuri carcerieri. Il seguito poi è immaginabile: violenze, abusi, torture, poi una difficilissima fuga durante i giorni della rivolta contro Gheddafi e della guerra civile. Di quei 200, solo 24 sono stati trovati e, grazie al Consiglio italiano per i rifugiati, possono appellarsi alla Corte di Strasburgo. Che ha condannato l'Italia a pagare 15 mila euro di risarcimento a ciascuna delle 22 vittime (le altre due mancavano dei requisiti necessari), riconosciute come tali dalla sentenza.
E ancora una volta si dimostra come l'arroganza e la prepotenza sempre mostrata dal governo Berlusconi nell'approvare le leggi populiste contro gli stranieri poi alla fine si ritorca contro i cittadini. Infatti questa multa non la pagheranno di tasca loro i membri del governo che proposero la legge; nè i parlamentari che la approvarono; e nemmeno gli appartenenti alla Marina che, violando il giuramento fatto nel momento di entrare nel Corpo, eseguirono ciecamente ordini ingiusti e sbagliati, oltre che contrari alla legge. Questa multa sarà pagata dai cittadini onesti, come tutte le multe a cui l'Italia viene condannata.

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di Antonio Rispoli
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