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I leader religiosi chiedono il processo per i soldati Usa

Rogo Corano: scendono in campo gli Ulema afghani

Per loro le scuse di Obama non bastano: “Atto malvagio”

Rogo Corano: scendono in campo gli Ulema afghani
03/03/2012, 11:03

KABUL - La decisione di non fare nessun processo pubblico nei confronti dei cinque soldati Usa che hanno bruciato le copie del Corano, non fa altro che aumentare la rabbia afghana. Nessun perdono per i profanatori del libro sacro dell’Islam: i colpevoli vanno giudicati pubblicamente e puniti. È questo ciò che chiedono insistentemente gli afghani, da diversi giorni impegnati in proteste anti americane. A far sentire la loro voce sono ora gli Ulema afghani: i leader religiosi di Kabul rifiutano le scuse ufficiali di Obama, e chiedono di giudicare, in Afghanistan, gli autori di questo “atto malvagio”.
L’accusa del Consiglio degli Ulema, organo vicino al governo di Kabul che riunisce gli alti esponenti religiosi del Paese, è stata resa nota al termine di un incontro proprio con il presidente afghano Hamid Karzai. Il rogo del Corano, avvenuto lo scorso 21 febbraio, è “un atto demoniaco, che non può essere perdonato sulla base delle sole scuse e quelli che hanno commesso questo crimine dovrebbero essere al più presto processati pubblicamente e puniti”, è stata la sentenza degli Ulema, secondo i quali l’incidente “è stato causato dall’illegale gestione della prigione” situata a Bagram. Per evitare “futuri incidenti”, i leader islamici hanno quindi chiesto “con forza di chiudere tutte le prigioni straniere”, trasferendo i prigionieri sotto il controllo delle autorità afghane. La richiesta degli Ulema quasi certamente non sarà presa in considerazione.

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di Antonio Formisano
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