Dal mondo / America

Commenta Stampa

Preoccupazione per iniziativa prevista per l'11 settembre

Rogo del Corano, Obama: non diamo pretesti ad Al Qaeda


Rogo del Corano, Obama: non diamo pretesti ad Al Qaeda
09/09/2010, 18:09

WASHINGTON - Non si arrestano le polemiche e le preoccupazioni per la provocazione annunciata dal pastore fondamentalista della Florida, Terry Jones, che sabato prossimo, 11 settembre, ha intenzione di bruciare una copia del Corano in occasione delle commemorazioni per gli attentati del 2001. Alla condanna dei leader di tutte le religioni, di capi di Stato e del presidente americano Barack Obama, si è aggiunta ieri quella del Vaticano. Ma il pastore ha ribadito di non aver alcuna intenzione di cambiare idea. Oggi è ancora Obama a intervenire. Il presidente Usa condanna l'iniziativa e avverte: non diamo un pretesto ad Al Qaeda. E non mettiamo a rischio i nostri soldati. Intanto l'Interpol lancia un allarme globale ai 188 paesi membri dell'organizzazione di cooperazione internazionale delle polizie: è "grande la possibilità di attacchi violenti" come conseguenza dell'iniziativa di Terry Jones.
CRISTIANI IN TERRA SANTA: “CRIMINE ESECRABILE” -  Il Consiglio delle Chiese cristiane di Terrasanta - del quale fanno parte fra gli altri il Patriarca cattolico latino e quello greco ortodosso di Gerusalemme - ha condannato oggi come “un crimine esecrabile contro l'insegnamento di Gesù Cristo e tutti i valori della Chiesa” il rogo del Corano annunciato negli Usa fra le polemiche da un guru protestante della Florida. In un comunicato diffuso in queste ore, il Consiglio sottolinea come un atto del genere costituisca una grave offesa ad altri credenti e una violazione dei diritti dell'uomo. “Noi - si legge nella nota - ci uniamo a tutti i fratelli cristiani di Terra Santa e a tutti i fratelli musulmani per protestare contro le implicazioni di un piano che pensatori estremisti, allevati alle scuole dell'odio e dell'intolleranza, hanno in animo di attuare”. Bruciare il Corano “non è in alcun modo in linea con la dottrina della cristianità”, ha commentato più tardi, in una dichiarazione separata raccolta dall'agenzia palestinese Maan, il Patriarca greco di Gerusalemme, Teofilo. Parole dure contro l'iniziativa del pastore americano sono venute anche da ambienti ebraici e sono riprese oggi con evidenza dai media online israeliani, malgrado la giornata a bassa intensità informativa legata alla festività di Rosh Hashanah (il Capodanno ebraico). Il sito del giornale Yediot Ahronot sottolinea in particolare la dichiarazione con cui una rappresentante della comunità degli ebrei tedeschi ha definito «spaventoso e ripugnante» il gesto sacrilego di bruciare il Corano, rievocando i roghi di libri organizzati dai nazisti nella Germania degli anni '30 prima che la persecuzione delle idee diventasse sterminio delle persone.
MUBARAK: ATTO ODIOSO DI RAZZISMO - Il progetto di bruciare copie del Corano l'11 settembre rappresenta un atto “odioso di razzismo contro l'Islam e i musulmani”. È quanto ha affermato il presidente egiziano Hosni Mubarak, intervistato dall'agenzia Mena. Mubarak ha quindi manifestato la sua preoccupazione che questo appello possa provocare “reazioni violente nel mondo arabo e musulmano”. Il presidente egiziano ha anche messo in guardia dal rischio di una escalation del “terrorismo, del fanatismo e della violenza” in tutto il mondo.
 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©