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A fine mese a Roma "l'assemblea della riconciliazione"

Roma-Bengasi: intesa sul rimpatrio dei clandestini

Per i più "maligni" è una scelta in vista di Pontida

Roma-Bengasi: intesa sul rimpatrio dei clandestini
17/06/2011, 12:06

ROMA – La “nuova Libia” del post Gheddafi è quella che si incontrerà nella Capitale a fine mese, quando circa 300 rappresentanti civili libici arriveranno a Roma per la grande assemblea, già ribattezzata “politica della riconciliazione”. “Sarà un incontro tra le tribù libiche”, “tra tutti i rappresentanti tribali del popolo libico” ha assicurato il ministro degli Esteri, Franco Frattini, soddisfatto di tale iniziativa e soprattutto del fatto che dietro essa ci sia la regia italiana.
Il Titolare della Farnesina, e quindi l’intero esecutivo, punta tutto sul Comitato nazionale di Transizione libico (Cnt) per tentare di risolvere uno fronte caldo per il Paese: l’immigrazione clandestina. Era stato preannunciato dallo stesso ministro Frattini e ieri è arrivata la conferma del presidente del Consiglio: oggi l’Italia firmerà un accordo con il Cnt sul tema dei flussi migratori e dei rimpatri. Un’intesa, che secondo i più “maligni” guarda soprattutto a Pontida, dove domenica la Lega chiama a raccolta il suo popolo per il consueto appuntamento sul pratone verde. Quale migliore occasione, infatti, per sventolare un tema molto caro ai lumbard e che più volte è stato oggetto di dissapori tra il Carroccio e il governo.
La nuova intesa che l’esecutivo italiano si appresta a firmare con gli insorti di Bengasi, dunque, riguarda la cooperazione per prevenire e contrastare i flussi di immigrati irregolari, inclusa la problematica dei rimpatri. Frattini ha voluto inoltre sottolineare che “a differenza di quanto si faceva con il regime di Gheddafi”, in questo caso, “l’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifugiati, sarà pienamente coinvolta”. Gli insorti di Bengasi, spiega Frattini, si “impegnano da subito, anche al rimpatrio degli immigrati clandestini, e dimostrano con questo la serietà dell’impegno di mantenere per la Libia la collaborazione con l’Italia”.

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di Antonio Formisano
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