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il rivale Geoana si attesta al 30% contro il 33% del centro

Romania: Basescu al ballottaggio. A rischio i fondi del Fmi


Romania: Basescu al ballottaggio. A rischio i fondi del Fmi
23/11/2009, 21:11

BUCAREST – Dopo lo spoglio di circa il 74% dei seggi, l'Ufficio Elettorale Centrale ha annunciato che Basescu, politico di centro e presidente uscente, ha circa il 33% dei consensi contro il 30% circa del principale rivale Mircea Geoana, esponente della sinistra.
In Italia Traian Basescu è conosciuto per le sue battute infelici tra cui quella di un suo viaggio in Spagna, nel quale complimentandosi con il primo ministro Zapatero per le politiche immigratorie, dichiarò: "Grazie a Dio voi non siete diventati come l’Italia!" ricordandosi poi di chiedere a quel paese di aprire alla Romania al "Trattato di Schengen" come nell'Unione Europea ha fatto solo l'Italia.
Se Basescu sconfiggesse Geoana anche nel secondo turno del 6 dicembre, sarà lui a scegliere il primo ministro e a mettere fine alla crisi di governo che ha bloccato gli aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale e ha fatto scappare gli investitori.
Ad ogni modo, i commentatori sostengono che lo stile conflittuale gli ha procurato molti nemici all'interno degli altri gruppi politici e che quindi difficilmente sarà in grado di formare una coalizione stabile. Senza l'appoggio di altre formazioni, il suo partito liberaldemocratico non può governare da solo.
A conferma della fondatezza di questi timori, il leader del partito liberale Crin Antonescu, ha detto che non ci sarà nessun accordo con Basescu.
Se la Romania non dovesse riuscire a formare un nuovo governo, sarebbe a rischio il pacchetto di aiuti per 20 miliardi di dollari concesso dall'Fmi.
Il voto di ieri, che ha chiamato alle urne 18 milioni di romeni per l'elezione del nuovo presidente, è particolarmente delicato perché cruciale, oltre che per la ripresa dell'economia, anche per la riforma della giustizia.
Senza la rapida formazione di un nuovo esecutivo e una rinnovata spinta alla modernizzazione, la Romania infatti potrebbe non riuscire ad agganciare l'uscita dalla recessione e resterebbe fanalino di coda dietro ad altri paesi ex comunisti che sono entrati nella Ue.

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di Mario Aurilia
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