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Fonti diplomatiche smentiscono: l’incarico resta a Al Khatib

Romano Prodi mediatore in Libia? È una bufala


Romano Prodi mediatore in Libia? È una bufala
03/06/2011, 11:06

ROMA – Nella partita diplomatica volta a risolvere la crisi libica, tra le diverse voci riguardanti i nomi di possibili mediatori con il regime di Muammar Gheddafi, si era fatto strada anche il nome di Romano Prodi. Secondo quanto era stato diffuso da diverse testate giornalistiche e agenzie di stampa, Romano Prodi sarebbe stato vicino all’assegnazione di un mandato formale da parte dell’Unione europea, oppure una delega specifica dell’Onu, che lo avrebbe investito della carica di mediatore con il regime libico. E questo visto l’incarico che già ricopre: dal settembre 2008, infatti, l’ex premier italiano ed ex presidente della Commissione Europea è inviato delle Nazioni Unite per i rapporti con l’Africa “per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali”.
La notizia però è stata smentita da fonti diplomatiche. Ciò che fanno sapere è che nessun contatto è stato preso dalle istituzione europee con il governo italiano circa tale incarico al prof. Romano Prodi. Le stesse fonti ribadiscono che il Gruppo di contatto, riunitosi a Roma all’inizio di maggio, ha attribuito il ruolo di mediazione all’inviato speciale del segretario generale dell’Onu, l’ex ministro Al Khatib. Ruolo, questo, confermato dallo stesso segretario Ban Ki-moon nei colloqui avuti in questi giorni a Roma. L’ipotesi che la Ue possa pensare a Romano Prodi come “negoziatore” della crisi libica, dunque, è una bufala. D’altronde le stesse notizie circolate al riguardo parlavano di “contatti informali” e soprattutto di un governo italiano che non vedeva di buon occhio tale scelta. Non è un caso che lo stesso Prodi, come riportato dal ‘Corriere della Sera’, abbia chiarito di non sapere nulla di questa storia, consapevole che la diplomazia e l’intelligence si trovano a gestire una fase cruciale, certamente la più delicata dall’inizio del conflitto e dunque bisogna evitare iniziative che potrebbero essere vissute come un’interferenza.

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di Antonio Formisano
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