Dal mondo / Europa

Commenta Stampa

Lo impone il leader Medvedev, che ha un blog personale

Russia, politici costretti a navigare sul web


Russia, politici costretti a navigare sul web
22/01/2010, 21:01

MOSCA - La Russia svolta verso il web. La politica sovietica, così come la società, sembra non volersi più fidare della penna autorevole dei giornalisti d’assalto degli Urali e guardano alla comunicazione telematica. Dal Cremlino fanno sapere, che chi vorrà fare politica a livello regionale, d’ora in poi dovrà conoscere Internet, usarlo e partecipare attivamente ai social forum.
Una svolta epocale per la politica russa, così come potrebbe esserlo per il mondo. Che il web sia un mezzo di comunicazione di singolare importanza, lo si sapeva. Ma che un comune cittadino per fare politica debba presentare nel suo curriculum la voce “conoscenze telematiche” è una sorpresa non di poco conto. D’altronde dietro la decisione del Cremlino c’è la mano del giovane leader russo Dmitrij Medvedev, il quale non ha mai nascosto di utilizzare il web per comunicare direttamente con il suo popolo. Medvedev ha un suo blog, peraltro di indiscussa popolarità, attraverso il quale conversa con la gente. Un’iniziativa vincente e che piace non poco ai russi. Così il leader sovietico avrebbe deciso di estendere l’idea agli altri esponenti della politica nazionale i quali, se hanno ambizioni da capi regionali, dovranno obbligatoriamente creare un proprio blog.
Il web fa così il suo ingresso in politica dalla porta principale. Finora utilizzato dai politici unicamente per comunicati stampa e propaganda elettorale, diventa caratteristica necessaria per l’elezione. Secondo alcune indagini, infatti, il cittadino medio cerca principalmente in Internet notizie sui vari funzionari ed uomini pubblici. D’altronde Obama insegna che la rete è un mezzo troppo potente per essere sottovalutato. Chissà se lo hanno capito anche i politici italiani. A due mesi dalle elezioni regionali, inserire la conoscenza del web come richiesta necessaria per la candidatura di un politico sarebbe un passo eclatante verso il futuro. Peccato che in Italia la maggior parte dei candidati, a causa dell’età avanzata, si vedrebbe costretta a rinunciare alla corsa al voto.

Commenta Stampa
di Salvatore Formisano
Riproduzione riservata ©