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Il candidato vicepresidente alla Convention di Tampa

Ryan promette: "Votateci, garantiamo 12 milioni di posti di lavoro"


Ryan promette: 'Votateci, garantiamo 12 milioni di posti di lavoro'
30/08/2012, 09:28

TAMPA (LOUISIANA (USA) - Passato Isaac, degradato anche a tempesta tropicale e quindi ormai innocuo, la Convention repubblicana entra nel vivo. E così, dopo Ann Romney, moglie del candidato presidente, parla il candidato alla vicepresidenza, l'ultra conservatore Paul Ryan. 
E ha toccato le giuste corde per infiammare la platea. C'è stato un boato quando ha detto: "Mitt Romney ed io abbiamo un piano per creare 12 milioni di posti di lavoro in quattro anni. E lo faremo riducendo la spesa pubblica sotto il 20% del Pil. Rimetteremo l'America in piedi". Naturalmente per i repubblicani tagliare la spesa pubblica significa tagliare le prestazioni sanitarie garantite dalle assicurazioni, taglio dei sussiddi di disoccupazione, taglio delle scuole, e così via. 
L'obiettivo numero uno del suo intervento ovviamente è stato Obama e la sua riforma sanitaria. Una riforma che ha allargato a 30 milioni di persone l'accesso alle prestazioni sanitarie di base e che i repubblicani considerano una decisione degna dell'ex URSS. La controproposta di Romney e Ryan è quella che chiamano "protezione del Medicare": abolizione di qualunque aiuto pubblico nel pagarsi le assicurazioni sanitarie; concessione di qualche voucher a favore degli anziani, per incentivarli a farsi una polizza privata. 
Naturalmente non sono mancate le menzogne, come l'accusa ad Obama di aver fatto chiudere una filiale della GeneralMotor nel Wisconsin, mentre il Presidente ha salvato l'intera fabbrica automobilistica dal fallimento. 
Si sono poi toccate le corde dell'imprenditoria privata ("Siete voi, siamo noi che abbiamo costruito la ricchezza degli Stati Uniti"), e quelle delle regole all'insegna delle parole d'ordine "Equità fiscale e riforma delle regole". Per intenderci, l'equità fiscale a cui si riferiva era quella di tagliare la tassazione sui capitali finanziari dal 15% attuale all'1% e in generale di tagliare le tasse ai più ricchi, nonostante attualmente chi guadagna oltre un milione di dollari l'anno paga il 20% di tasse o meno, contro il 40% e oltre di chi guadagna poche migliaia di euro al mese. E più che di riforma delle regole, i repubblicani puntyano alla cancellazione delle regole: abolizione delle leggi che controllano le speculazioni bancarie, introdotte da Obama; concessione dei permessi di trivellare alla ricerca del petrolio anche nei parchi naturali e nelle riserve naturalistiche.
Un vero successo davanti alla platea repubblicana; ma cosa ne penserà il resto del Paese? 

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di Antonio Rispoli
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