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Ha votato a favore dell'adesione il 66,24%

Sì al referendum, la Croazia entrerà nel 2013 in Europa

Dure conseguenze per le industrie agroalimentari bosniache

Sì al referendum, la Croazia entrerà nel 2013 in Europa
23/01/2012, 19:01

ZAGABRIA - Il governo croato è a un passo da Bruxelles. Dopo la presentazione della domanda di adesione all’Unione europea del 2003 e dopo quasi sei anni di lunghi negoziati, iniziati a ottobre del 2005, la Croazia sta per realizzare il sogno europeo. Ieri il referendum popolare ha dato un primo risultato positivo. Nonostante abbia partecipato solo il 43,58% degli aventi diritto, ha vinto il fronte del sì con il 66,24% contro il 33,16% dei no. Il primo ministro Zoran Milanovic ha parlato di “una decisione storica”. Il presidente della Commissione Josè Manuel Barroso e del Consiglio Ue Herman Van Rompuy hanno affermato che si tratta di “un chiaro segnale per tutta la regione sudorientale dell’Europa. Adesso serve un processo di ratifica senza problemi da parte del Parlamento croato e dei parlamenti di tutti gli Stati membri”. Se tutto va bene, quindi, la Croazia entrerà ufficialmente nell’Unione europea il primo luglio 2013.
Inoltre, la Croazia è l’unico paese europeo a maggioranza cattolica a non far parte ancora dell’Ue. Nell’area sudorientale dell’Europa, la Croazia è stato il paese che ha dimostrato maggiore impegno, “notevoli progressi nel percorso di riforme degli ultimi anni”, come ha notato il neo-presidente del Parlamento europeo Martin Schulz.
I vicini di casa, i bosniaci hanno accolto con gioia il successo referendario della Croazia, anche se per loro saranno tempi duri. L’ingresso in Europa del paese di Milanovic peserà soprattutto sull’industria agroalimentare bosniaca. Le imprese locali perderanno il più importante mercato estero perché non potranno più esportare in Croazia alle stesse condizioni di adesso. Soprattutto per prodotti come il latte, la carne e altri alimenti di origine animale. Sarajevo sarà sempre più distante da Zagabria, se non varerà al più presto misure urgenti, leggi sul sistema delle sovvenzioni statali. Dovrà soprattutto adeguare il mercato del lavoro agli standard europei, così come i fondi di sostegno alle imprese.

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di Emanuele De Lucia
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