Dal mondo / Estremo Oriente

Commenta Stampa

Condannata nel 2006: il suo caso commosse il mondo

Sakineh: la lapidazione potrebbe diventare impiccagione

A riportare la notizia è l’agenzia degli studenti iraniani

Sakineh: la lapidazione potrebbe diventare impiccagione
26/12/2011, 14:12

TEHERAN – Sakineh Mohammadi – Ashtiani, la donna iraniana condannata nel 2006 alla lapidazione per adulterio, ora potrebbe essere giustiziata tramite l’impiccagione. Il caso di Sakineh commosse il mondo intero, provocando anche una mobilitazione della comunità internazionale: condannata alla lapidazione nel 2006, infatti, la sentenza fu poi sospesa nel 2010, proprio grazie alle pressioni esercitate dalla comunità internazionale. Ma oggi la donna, che sta scontando una condanna a dieci anni di carcere, perché ritenuta colpevole di aver partecipato all’omicidio del marito, potrebbe essere condannata all’impiccagione.
A riportare la notizia è l’agenzia degli studenti iraniani Isna, mentre a parlarne è stato Malek Ajdar Sharifi, capo della Magistratura della provincia iraniana dell’Azerbaijain Orientale: “Non c’è fretta. I nostri esperti islamici stanno riesaminando la sentenza di Ashtiani, per vedere se è possibile giustiziare una persona condannata alla lapidazione attraverso l’impiccagione”, ha infatti dichiarato al riguardo, informando su questo ulteriore sviluppo della vicenda di Sakineh. La donna, infatti, 43 anni di Tabriz, nel nord-ovest dell’Iran, adesso rischia l’impiccagione nel processo per l’uccisione del marito. Nel novembre scorso, il comitato internazionale contro la lapidazione, con sede in Germania e guidato dalla dissidente iraniana Mina Ahadi, aveva dato notizia della imminente impiccagione di Sakineh e, poco più di un mese dopo, del suo rilascio: queste notizie furono smentite dalle autorità iraniane, secondo le quali esse facevano parte di un’attività di propaganda della stampa occidentale.

Commenta Stampa
di Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©