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Al Congresso però i Repubblicani non voteranno il testo

Sanità USA: Obama rilancia la mutua per 31milioni di persone


Sanità USA: Obama rilancia la mutua per 31milioni di persone
22/02/2010, 19:02

WASHINGTON - Il Presidente degli Stati Uniti d’America Barrak Obama dopo tre giorni di confronti con il partito Repubblicano rilancia la riforma sanitaria apportando alcune modifiche. Il disegno di legge è un tentativo per sbloccare l'iter della legge approvata sia dalla Camera che dal Senato nei mesi scorsi, ma in due versioni inconciliabili.
Il piano costerebbe 950 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni, ma nelle previsioni della Casa Bianca taglierebbe i costi al punto di permettere una riduzione del deficit federale di 100 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Punta ad estendere la copertura sanitaria a 31 milioni di americani che oggi non ce l'hanno. Il piano originario, invece, prevedeva di estendere questa garanzia a 46 milioni di cittadini. Il documento sarà discusso in una conferenza bipartisan giovedì prossimo in diretta televisiva.
L'assistenza sanitaria resterà a carico dei privati: l'opzione pubblica non è sopravvissuta al compromesso. I cittadini americani saranno obbligati ad avere un'assicurazione medica. La riforma prevede però il controllo federale dei prezzi delle polizze. Non solo, le assicurazione non potranno più rifiutare la copertura ai malati di patologie croniche.
Inoltre il nuovo piano taglia i costi e prevede il controllo federale degli aumenti dei premi assicurativi.
Obama ha comunque fatto intendere che di fronte a un eventuale ostruzionismo dei repubblicani - possibile dopo che i democratici hanno perso la maggioranza blindata di 60 seggi al Senato - è pronto ad utilizzare un escamotage procedurale grazie al quale saranno sufficienti 51 voti. Il problema, sottolineano alcuni osservatori, è che con le lezioni di Midterm a novembre (in cui si rinnova un terzo del Senato e tutta la Camera) molti congressisti democratici potrebbero votare contro la riforma che continua a non godere del sostegno della maggioranza degli elettori.

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di Mario Aurilia
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