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SARKHOZY: SUL CLIMA DOBBIAMO ACCORDARCI


SARKHOZY: SUL CLIMA DOBBIAMO ACCORDARCI
11/12/2008, 14:12

"Non c'è alternativa ad una accordo". Così il Presidente francese e Presidente di turno dell'Unione Europea, Nicholas Sarkhozy, sintetizza la situazione, alla vigilia degli incontri decisivi per l'approvazione del trattato sul clima. E, per ribadire questo, ha presentato una serie di modifiche al testo fin qui concordato. In particolare, nel nuovo testo c'è un passaggio graduale dai "crediti d'inquinamento" gratuiti a quelli a pagamento. Infatti attualmente le nazioni pagano un tot di questi crediti, a seconda di quanto inquinano. Ma non ci sono problemi, perchè non costano nulla. Uno dei punti qualificanti del trattato è che questi crediti si cominceranno a pagare, e le pagheranno le imprese in proporzione a quanto inquinano. La modifica porta i crediti gratuiti dal 100% attuale al 70% nel 2013 e al 20% nel 2020. E' un provvedimento probabilmente pensato per i Paesi dell'Est, ancora legati ad una economia basata sul carbone, ma che converrebbe anche all'Italia. Così come la norma che prevede di non considerare, nel novero delle emissioni, quelle fatte per creare tecnologia pulita, fino ad un massimo del 3%; limite che per il nostro Paese verrebbe spostato al 4%.

Ma questo non basta al Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, che insiste sul fatto che o le richieste italiane vengono accolte in toto e senza compromessi o porrà il veto. Termine tecnicamente sbagliato (non è possibile porre il veto) ma che certo creerebbe problemi nella applicazione del trattato. Anche se questo significherebbe pagare un altissimo prezzo per l'Italia: un gravissimo strappo col resto dell'Europa. Ma la cosa non tocca il nostro premier, il quale è antieuropeista da sempre (anche se nelle dichiarazioni dice il contrario), al punto che adesso chiede addirittura un rinvio della decisione ad maiora, sostenendo che occuparsi di clima con la crisi economica in atto è come andare a farsi la messa in piega quando si ha la polmonite.

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di Antonio Rispoli
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