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35 miliardi di dollari anche per istruzione e ricerca

Sarkozy vara il maxi-piano anticrisi per il futuro francese


Sarkozy vara il maxi-piano anticrisi per il futuro francese
14/12/2009, 18:12

PARIGI - Un mega-invesitmento di ben 35 miliardi di euro sarà garantito per rendere più competitiva, moderna ed efficiente la francia del futuro. A dichiararlo è stato il presidente Nicolas Sarkozy in persona. In totale, quasi 11 miliardi, saranno riservati in via esclusiva all'istruzione. Il leader francese pare aver colto il nodo cordiano dello sviluppo globale ed ha difatti annunciato:"Vogliamo avere le migliori università del mondo, perchè solo con le migliori università si vince la battaglia della competitività".
Sviluppo però vuol dire anche ricerca scientifica e, così, altri 8 miliardi saranno destinati alle biotecnologie e alle nano tecnologie. Qualche miliardo in meno (6,5) per il settore industriale; con particolare attenzione ai sotto-settori di marina militare, automobili, aeronautica e ferrovie.
Durante la conferenza stampa tenutasi all'Eliseo, Sarkozy ha spiegato i motivi che hanno spinto il governo a prendere seri provvedimenti di reinvestimento per far fronte ad una regressione che ha portato i nostri cugini d'oltralpe a perdere il 20% delle esportazioni verso i partner del vecchio continente.

CRESCITA SOSTENIBILE E BANDA LARGA
Oltre 9 miliardi sono stati poi divisi per finanziare due settori che, almeno nel nostro paese, soffrono di snobismo quasi totale da parte di politici ed istituzioni. 5 miliardi saranno infatti garantiti per l'energia sostenibile e, i restanti 4,5, serviranno per implementare la ricerca sulla banda larga ed il suo utilizzo. Un solo miliardo lasciato alla ricerca sui reattori nucleari di quarta generazione.
Proprio quest'ultimo dato dovrebbe far riflettere, e molto: basta guardare le cifre, infatti, per rendersi conto di quanto il nostro paese stia in realtà investendo tantissimo (20 volte tanto rispetto ai francesi) in tecnologie sulle quali, le nazioni che intendono adoperarsi in vere politiche di sviluppo, puntano sempre meno. In italia, infatti, si tagliano i fondi per la ricerca, quelli destinati alle Università e all'istruzione primaria e secondaria e, in contemporanea,
si destinano finanziamenti pluri-miliardari per costruire opere di dubbia utilità come il ponte sullo stretto e riesumare poco logici ritorni all'energia atomica.

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di Germano Milite
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